Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Archivio Segreto Vaticano
anno <1999>   pagina <351>
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II bresciano alla vigìlia dell'invasione napoleonica 351
1795, Giuseppe riprende, però, le sue escursioni, recandosi a Milano per stringere alleanze con i capi di alcune società gallofile e lì conosce emissari francesi Su queste convulse vicende ha fornito nuovi elementi di cono­scenza e di riflessione Luigi Amedeo Biglione di Viarigi, che ha potuto recentemente consultare neU'Archivio Lechi di Brescia la corrispondenza originale tra il conte Faustino e i figli, nonché gli appunti e altri documenti inediti di alcuni protagonisti della rivoluzione giacobina.75) Si giunge così al
1796. Alla valanga degli eserciti francese e austriaco che sta per abbattersi sul suo territorio, la Repubblica Veneta risponde di nuovo con la" neutralità, in linea con una tradizione di governo abituata a considerare come difetto il coraggio e come virtù la prudenza, nel caso in cui quest'ultima avesse evitato al Paese gravi e immediate sciagure. Ma i giorni del leone di San Marco sono ormai contati e ai patrioti non resta che attendere, dopo l'ar­rivo dei Francesi, il momento più opportuno per passare all'azione.76)
Conclusioni
Avviandoci al termine di questa ricognizione sulle origini della rivolu­zione del 18 marzo 1797, cercheremo di focalizzare alcune questioni inter­pretative generali. Benché l'interesse per la rivoluzione francese tra il 1789 ed il 1797 fosse stato a Brescia intensissimo, vi era, anche a livello di opinione pubblica qualificata, una scarsa conoscenza sulle varie graduazioni degli schieramenti politici d'Oltralpe. Tutto veniva ricondotto allo scontro tra il partito giacobino e il partito realista, senza distinzioni ulteriori. Così la condanna e l'esecuzione di Luigi XVI ebbero una vastissima eco e furono viste ora con dissenso e paura, ora con approvazione, mentre ad esempio la scomparsa di Robespierre e dei suoi seguaci apparve soltanto di sfuggita nei dibattiti cittadini. Perciò non stupisce che l'immagine di Bona-parte abbia finito per identificarsi con quella di tutte le idealità repubblicane, di tutte le rivendicazioni politiche e sociali. Quando scoppierà la rivoluzione
75) F. LECHI, 11 miraggio cit, p. 9 e L.F. FÉ D'OSTLANI, Brescia nel 1796 cit, p. 158. Per le nuove acquisizioni documentarie, LUIGI AMEDEO BlGLlONE Di VlARIGI, 1 fratelli Lechi e la Repubblica Bresciano, in Napoleone Bonaparte, Brescia cit, pp. 105-108.
?Q Sulla campagna napoleonica d'Italia del 1796-1797, LUIGI MASCILLI MIGLIORINI, Le più fertili pianure del mondo. Storia e leggenda della campagna d'Italia, in 1796-1797. Da Montenottt a Campoformio: la rapida marcia di Napoleone Bonaparte, Roma, L'Erma di Bretschneider, 3997, pp. 18-26 e MARZIANO BRIGNOLI, Le campagne napoleoniche d'Italia, in Napoleone Bonaparte, Brescia cit, pp. 27-40. Ai due saggi si rimanda per la bibliografìa specifica di carattere tecnico-militare.