Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <356>
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Dionisio Morlacci)
abbandonate la sicurezza e le comodità familiari, corse volontario ad offrire il suo contributo sul fronte lombardo-veneto, dove il suo fervore esplose nell'epica gesta di Curtatone e Montanara, unendosi all'eroismo leggendario degli universitari pisani. Rimasto ferito a Curtatone, fu fatto prigioniero e condotto in Austria, nella fortezza di Theresienstadt, dalla quale, però, riusci a ruggire. Nel settembre dello stesso 1848 fu sulle barricate viennesi, insie­me coi rivoltosi austriaci che reclamavano la Costituzione.
Rientrato in Italia, Tanno dopo (1849) partecipò alla difesa della Re­pubblica Romana, al fianco del gen. Giuseppe Avezzana, comandante supremo prima e poi Ministro della guerra durante l'assedio di Roma, il quale notò il giovane patriota, ne ammirò l'ardore e lo scelse come suo aiutante di campo.
Del periodo 1850-60 non si sa granché della vita del Romano; certa­mente quegli anni furono impegnati nella ripresa degli studi e dell'attività giuridica. Nel 1860 fu pronto a unirsi ai garibaldini e, con lo stesso entusia­smo e lo stesso spirito di Curtatone, fu attivo nell'epopea dei Mille, per il raggiungimento dell'unità e dell'indipendenza nazionale. Anche in questa impresa il Romano si distinse e lo stesso Garibaldi, conosciuto il suo valore, a Napoli lo nominò Ministro di Grazia e Giustizia e per gli Affari Ecclesiastici, con l'incarico di porre ordine nei territori liberati, poiché l'avanzata garibaldina aveva provocato ovunque molta confusione.
La vicinanza a Giuseppe Avezzana, la fiducia e la stima da lui ricevute, gli offrirono l'opportunità di stabilire amichevoli rapporti con la famiglia del generale e in questa frequentazione sbocciò l'amore per la bella Pierina, quarta figlia di Avezzana, che sposò a Moncalieri il 4 settembre 1862.3) Nel 1863 il generale, rimasto vedovo per la seconda volta, decise di raggiungere le due figlie maggiori in America, ma, sia per l'affetto che nutriva per Pierina e per il genero, sia per il legame profondo alla Patria, si lasciò convincere a restare a Napoli, nella villa del Romano alTArenella, dove nel 1866 e nel 1867 riprese le armi per accorrere ancora al fianco di Garibaldi.4)
Compiuta l'unione di Roma all'Italia nel 1870, il Romano depose final­mente le armi e fu chiamato a Torino per incarichi ufficiali. In riconoscenza
3) Dal felice matrimonio nacquero Furio Camillo, Attilio, Clelia e Giuseppina. Il primo intraprese la carriera diplomatica e fu Ministro d'Italia ad Atene, Ambasciatore a Washington e a Parigi, Senatore del Regno (mori a Napoli il 17 giugno 1949); Clelia, sposata al deputato Marchese Francesco Maria Pellicano, fu scrittrice di chiara fama, con lo pseudonimo di Jane Grcy, ed esponente per l'Italia del Movimento femminile per il voto alle donne; Giuseppina compilò una interessante biografìa del nonno materno dal titolo Episodi dilla vita del Generale Giuseppe Avevano.
*) H gen. Avezzana si spense il 25 dicembre 1879.