Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
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Dionisio Morlacci)
abbandonate la sicurezza e le comodità familiari, corse volontario ad offrire il suo contributo sul fronte lombardo-veneto, dove il suo fervore esplose nell'epica gesta di Curtatone e Montanara, unendosi all'eroismo leggendario degli universitari pisani. Rimasto ferito a Curtatone, fu fatto prigioniero e condotto in Austria, nella fortezza di Theresienstadt, dalla quale, però, riusci a ruggire. Nel settembre dello stesso 1848 fu sulle barricate viennesi, insieme coi rivoltosi austriaci che reclamavano la Costituzione.
Rientrato in Italia, Tanno dopo (1849) partecipò alla difesa della Repubblica Romana, al fianco del gen. Giuseppe Avezzana, comandante supremo prima e poi Ministro della guerra durante l'assedio di Roma, il quale notò il giovane patriota, ne ammirò l'ardore e lo scelse come suo aiutante di campo.
Del periodo 1850-60 non si sa granché della vita del Romano; certamente quegli anni furono impegnati nella ripresa degli studi e dell'attività giuridica. Nel 1860 fu pronto a unirsi ai garibaldini e, con lo stesso entusiasmo e lo stesso spirito di Curtatone, fu attivo nell'epopea dei Mille, per il raggiungimento dell'unità e dell'indipendenza nazionale. Anche in questa impresa il Romano si distinse e lo stesso Garibaldi, conosciuto il suo valore, a Napoli lo nominò Ministro di Grazia e Giustizia e per gli Affari Ecclesiastici, con l'incarico di porre ordine nei territori liberati, poiché l'avanzata garibaldina aveva provocato ovunque molta confusione.
La vicinanza a Giuseppe Avezzana, la fiducia e la stima da lui ricevute, gli offrirono l'opportunità di stabilire amichevoli rapporti con la famiglia del generale e in questa frequentazione sbocciò l'amore per la bella Pierina, quarta figlia di Avezzana, che sposò a Moncalieri il 4 settembre 1862.3) Nel 1863 il generale, rimasto vedovo per la seconda volta, decise di raggiungere le due figlie maggiori in America, ma, sia per l'affetto che nutriva per Pierina e per il genero, sia per il legame profondo alla Patria, si lasciò convincere a restare a Napoli, nella villa del Romano alTArenella, dove nel 1866 e nel 1867 riprese le armi per accorrere ancora al fianco di Garibaldi.4)
Compiuta l'unione di Roma all'Italia nel 1870, il Romano depose finalmente le armi e fu chiamato a Torino per incarichi ufficiali. In riconoscenza
3) Dal felice matrimonio nacquero Furio Camillo, Attilio, Clelia e Giuseppina. Il primo intraprese la carriera diplomatica e fu Ministro d'Italia ad Atene, Ambasciatore a Washington e a Parigi, Senatore del Regno (mori a Napoli il 17 giugno 1949); Clelia, sposata al deputato Marchese Francesco Maria Pellicano, fu scrittrice di chiara fama, con lo pseudonimo di Jane Grcy, ed esponente per l'Italia del Movimento femminile per il voto alle donne; Giuseppina compilò una interessante biografìa del nonno materno dal titolo Episodi dilla vita del Generale Giuseppe Avevano.
*) H gen. Avezzana si spense il 25 dicembre 1879.