Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
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1999
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Giandomenico Romano
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del suo alto contributo offerto alla causa dell'unità e dell'indipendenza dell'Italia fu annoverato quale membro dell'Associazione dei Reduci delle Patrie Battaglie dal 1848-49 al 1867, presieduta dall'Eroe dei Due Mondi
Il resto della sua vita il Romano la impegnò in Parlamento, al conseguimento di un'Italia forte e dignitosa tra le nazioni.
Nella sua attività di giurista ebbe fama di avvocato insigne; come deputato perseguì gli ideali di onestà, fino alla sua morte, che avvenne a soli 60 anni, il 28 dicembre 1888, a Napoli, lasciando un luminoso esempio morale e civile, compianto da quanti avevano conosciuto le sue elette qualità di uomo di pensiero e di azione. Fu sepolto nel cimitero di Poggioreale.
La vita politica del Romano cominciò a 42 anni nel 1870, quando, eletto deputato della Sinistra moderata nel collegio di Isernia, sedette alla Camera per 1*XI legislatura e, rieletto, vi ritornò per la XII legislatura, dal 5 dicembre 1870, quindi, al 3 ottobre 1876. Nelle successive votazioni generali (16 dicembre 1876), poiché riuscì eletto sia nel collegio di Isernia che in quello di Lucerà, optò per quest'ultimo, consentendo al gen. Avezzana di subentrargli nella città molisana.
Nel collegio lucerino il Romano, in verità, si era candidato per motivo simbolico, perché il deputato di Lucerà era Ruggero Bonghi, il quale era stato Ministro della P.I. fino a pochi mesi prima, con Mìnghetti. Occorreva dare una lezione al vecchio ministro moderato e nessuno gliela poteva dare se non un altro grande [...] I progressisti pensarono a un genio; si presentarono a Francesco De Sanctis, che li accolse assai benevolmente, ma disse di non poter accettare5) e suggerì il nome dell'amico Enrico Pessina, insigne maestro del diritto, già molto noto e apprezzato anche a Lucerà, il cui nome significava onestà, liberalismo illuminato, sapienza profondissima. Pessina accettò; ma successe che nella lotta tra i due contendenti, Bonghi e Pessina, venne a inserirsi il Romano, candidato degli interessi, cui l'aureola del patriottismo fu sufficiente per cattivarsi le simpatie degli elettori della montagna. Inutilmente i progressisti di Lucerà strepitavano: "Romano non può né deve essere il nostro deputato. Egli ha già fl collegio diserrila, e sarebbe un ingrato verso i suoi vecchi e costanti elettori se li abbandonasse. E poi, perché mai il Romano, dal 1870, tentando sempre, non venne mai accolto nel suo collegio natale, che è quel di San Severo?". La lotta fu aspra: a Lucerà Bonghi e Pessina ebbero eguale votazione; ma Romano, sebbene nel primo scrutinio non avesse riportato più di settanta voti dagli elettori del capoluogo, ebbe la fortuna di entrare in ballottaggio
9 J-EOPOLDO GIORDANO, Enrico Pessifta cittadino onorario di Lucerà, in // Foglietto, 30 settembre 1916.