Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <358>
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358 Dionisio Morlaeco
con Bonghi e di superarlo.6) Bonghi la prese molto male, perché non riusci a spiegarsi quella sconfitta, in quanto si riteneva benemerito di Lucerà, anche per motivi di nascita. Legato com'era a Lucerà, considerò l'insuccesso come un tradimento incomprensibile,7) tanto che se ne andò a Conegliano Veneto, dove per 16 anni fu eletto sempre deputato, e il Romano continuò a rappresentare Lucerà anche nella XIII e XIV legislatura, dal 20 novembre 1876 al 15 settembre 1882, tranne la parentesi della sua nomina (20 marzo 1879) a Presidente di sezione di Corte d'Appello a Napoli, durante la quale il collegio di Lucerà fu dichiarato temporaneamente vacante.
Come deputato di Lucerà il Romano instaurò un rapporto più stretto con la Capitanata e con la sua realtà provinciale: la sua politica divenne più aderente ai problemi del territorio e dell'ambiente, cioè più chiaramente antifiscale e decentralista; ma, dopo la riconferma a deputato (1880), la sua attività parlamentare si fece scarsissima in riferimento alla città. Nell'81 e f82 non si trova più in condizione di rappresentare un punto di riferimento, perché Lucerà si ruralizza, non è più la testa di ponte del mondo appenni­nico, ma di un'agricoltura in trasformazione;8) si ruralizza anche per l'attività imprenditoriale di alcuni proprietari terrieri, quale Raffaele Petrilli, che cambiò la città negli anni di Romano, in nome degli interessi dei massari, contro il vecchio partito aristocratico di Gaetano De Peppo e Filippo Nocelli, che fino allora avevano tenuto in mano Lucerà, sempre in nome della grande proprietà, ma con una mentalità diversa. Invece Petrilli era l'uomo che si era fatto da sé, sostanzialmente in nome dei massari, cioè degli agenti della produzione, non solo dei proprietari. Stava cambiando anche la società di Lucerà e Romano la rappresentava, ma con difficoltà.9)
Espressivo di questo cambiamento sociale e dell'inasprimento della lotta politica in quegli anni10) fu l'episodio che riguardò Alfonso De Peppo,
Ibidem.
RAFFAELE COLAPJETRA, Giandomenico Ramano: conclusioni provvisorie e prospettive di ricerca; in Giandomenico Romano nel Centenario della morte (1888-1988)y Atti del Convegno di Studi, a cura del CRSEC FG/30, Lucerà, 1990, p. 94. Pessina * rimase affezionato a Lucerà, dove aveva amici devoti; e quante volte venne interessato di spendere in favore della Città tutta la sua influenza, lo fece con entusiasmo. Nell'ottobre del 1899, il comitato costituito per l'inaugurazione del monumento a Ruggero Bonghi ebbe il lodevole pensiero d'invitare Pessina a leggere il discorso ...' Pessina tratteggiò, con mano sicura, la figura del grande (cfr. il citato artìcolo di L. Giordano).
) Imt p. 97.
*) Ibidem.
i<9 Dovuto anche alla riforma elettorale del 1882, che allargò il suffragio elettorale e introdusse le circoscrizioni elettorali con lo scrutinio di lista al posto del collegio uninomi­nale. I collegi furono raggruppati in corcoscrizioni: Foggia I (Foggia, Cerignola, Lucerà), Foggia II (S. Severo, Sannicandro, Manfredonia). Con il voto di lista le minoranze venivano