Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <359>
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Giandomenico Romano
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fratello del deputato Gaetano, al quale il Romano era legato da strettissima amicizia. Nell'aspra contesa per l'amministrazione comunale il Romano brigò per favorire la nomina regia a sindaco della città dell'amico Alfonso, riuscendovi, ma ciò provoco violenti alterchi e veementi ingiurie, che costarono il confino a due consiglieri e l'anticipato scioglimento dell'Ammi­nistrazione, che, ricostituita nel novembre 1879, rielesse sindaco Raffaele Petrilli, che tenne la carica fino al luglio 1885 .n) Questo fatto certamente lo danneggiò, tanto che nelle successive elezioni (XV legislatura, 1882-86) il Romano non si presentò più nel collegio di Lucerà, ma in quello di S. Severo, dove, però, fu battuto, seppure per un voto; ma riuscì ugualmente eletto nel 2 Collegio di Foggia.
Nel 1886, per la XVI legislatura, si ripresentò nel collegio di S. Severo con un preciso programma che era praticamente il suo testamento poli­tico, perché si poneva contro il trasformismo di Depretis, dichiarando che "dal trasformismo nacque confusione di partito", per cui bisognava tornare alla contrapposizione politica.12) Ma gli elettori non ebbero più fiducia in lui, nonostante il suo programma mostrasse di recepire le esigenze della proprietà e dell'agricoltura in trasformazione. Non fu eletto, ma al suo posto si impose la nuova figura di Antonio Salandra, in un cambio genera­zionale che apriva la strada al giurista e all'economista troiano, rappresen­tante non solo degli interessi terrieri, ma di tutta una filosofia dello Stato. Un uomo di transizione, quindi, il Romano, un uomo non del mondo carbonaro, delle cospirazioni, delle sette, come Luigi Zuppetta, ma nem­meno un uomo del nuovo capitalismo agrario, delle nuove trasformazioni dell'azienda nazionale, dell'imprenditoria moderna, quale è Salandra.13)
Uomo probo, onesto e virtuoso, che alla religione del dovere e della rettitudine teneva fede,14) Giandomenico Romano fu giureconsulto e magistrato, cui spettava tra l'altro, il pesante e delicato compito di armo­nizzare le leggi e la loro applicazione nell'ambito del nuovo Stato, che era osteggiato da quanti, non essendo favorevoli alla nuova realtà politica, cercavano in ogni modo di opporsi alla conseguita unità nazionale.15) Nell'impegno parlamentare fu assiduo e, sedendo alla Camera alla sinistra
rappresentate, mentre nel collegio uninominale la minoranza scompariva, perché veniva eliminata dal vincitore.
) RICCARDO DEL GIUDICE, Quaderno lumino. Lucerà, Ed. C. Catapano, 1976, pp. 13-14.
12fJ R. COLAPIETRA, Op. dt., p. 98.
,3) M p- 99.
H L. FRANCESCHINI, op. di.
5) Ibidem.