Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
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1999
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Dionisio Morlacco
storica o costituzionale,16) prese la parola sovente trattando soprattutto argomenti giuridici. Fece patte di parecchie giunte e commissioni parlamentari, fu relatore di progetti di legge, presentò proposte e interpellanze al governo, mostrandosi ognora attivo e solerte.17) Pur restando sempre fedele al suo gruppo politico, mai si asservì ad esso, per non rinunciare alla libertà della sua coscienza e per poter dissentire laddove era necessario, come avvenne allorché propugnò la necessità di temperare, nella politica economica del Paese, il principio del libero scambio. Egli, cioè, riteneva che ostinarsi nella sua applicazione incontrollata, mentre gli altri Stati provvedevano a tutelare le proprie economie con dazi protettivi, più che un errore economico, era una grande cecità. Aveva avvertito come la concorrenza straniera obbligava l'Italia a vendere i prodotti nazionali con poco o niun guadagno e spesso in perdita. Ne conseguiva naturalmente l'impoverimento dei datori di lavoro e quindi la diminuzione dei salari e dei posti di lavoro, con l'aumento della disoccupazione e questo nonostante i notevoli progressi della tecnica.18)
Sempre libero nella propria coscienza si impegnò, con grande realismo, aftinché le nuove leggi dello stato non turbassero i sentimenti, le tradizioni, nonché gli usi e costumi delle popolazioni che, pur consce dell'importanza della conseguita unità, apparivano sovente ancora legate ai passati particolarismi19) e ciò per evitare che nascessero reazioni pericolose per il processo di unificazione degli italiani, per il quale il Romano auspicava che l'unità non fosse solo l'ampliamento del Regno di Sardegna, ovvero l'annessione materiale al Piemonte degli Stati che plebiscitariamente avevano legato i loro destini alla Monarchia sabauda, bensì la fusione di tutti gli italiani intomo a un comune retaggio di civiltà, di storia, di cultura.20) Grande realtà storica, largamente condivisa, che resterà nei decenni succes-
ifi) Questo partito nacque, come esigua, minoranza, nel 1860 col Regno d'Italia. Nel 1876, essendosi ormai ingrandito giunse ai governo, ma non riuscì a mantenerlo per diverse ragioni, tra cui, innanzitutto, l'inaugurato trasformismo.
,7) L. FRANCESCHINI, op, ci/. Si occupò innanzitutto della giustizia, della finanza, dell'economia e dei collegamenti.
1 Ibidem. Questo argomento il Romano trattò nella lettera indirizzata agli elettori del Collegio di S. Severo, in cui era candidato per le elezioni del 23 maggio 1886. Epperò il Romano nel sostenere il protezionismo commise l'errore di aver perorato una misura che negli effetti si dimostrò perniciosa proprio allo sviluppo del settore agricolo che tanto gli stava al cuore (TITO LUCREZIO RIZZO, 11 contesto economico sociale dell'attività parlamentare di Giandomenico Ramano, in Giandomenico Romano nel centenario della morie (1888-1988) dt, p. 77.
15) Ibidem.
2ó) Ibidem. Vi era nel Romano una concezione etico-politica della storia e una vibrante sensibilità sociale (PASQUALE SOCCO, in Presentanone all'opera di L. FRANCESCHINI dt).