Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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Giandomenico Romano
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1872) che competenti ad imporre sanzioni (multe) per questioni tributarie fossero i magistrati ordinari e non gli agenti tributari, criticò il fiscalismo gravante sulla proprietà, denunziò la proliferazione legislativa, spesso in contrasto coi principi generali del diritto, presentò un ordine del giorno perché fosse riaffermata l'esclusiva competenza della magistratura per le sovrattasse, con l'invito al governo a presentare un progetto di legge di riforma dell'intero sistema impositivo,27) inoltre (30 novembre 1878) diede prova della sua attenzione verso le ragioni economiche insite nel diritto di proprietà.
Nel campo economico-finanziario intervenne (20 gennaio 1879) nella discussione di prima previsione del Ministero dell'Agricoltura e Commercio, affermando il diritto al lavoro degli operai e proponendo che, per combattere la disoccupazione (problema sempre presente) si costituisse presso il Ministero dell'Agricoltura e Commercio un ufficio che svolgesse un'indagine nel mondo del lavoro, utile per designare le zone con posti di lavoro da assegnare ai disoccupati di altre regioni, ciò che voleva dire programmare l'emigrazione intema per ridurre quella estera: Il Governo per ragioni di interesse pubblico, ha certamente i mezzi per fare che, anziché essi vadano in carcere come vagabondi, o muoiano di fame per mancanza di lavoro, o emigrino, possano essere di utile nelle provincie dove c'è difetto di lavoro, tutto per l'interesse generale della cosa pubblica .28)
Per ridare all'agricoltura la considerazione che meritava propose che si ripristinassero le scuole di agronomia, agrimensura e veterinaria.
La proposta del Romano che diventasse compito dello Stato trovare e garantire lavoro alle masse, in quel periodo storico di agnosticismo sociale, dovette apparire quasi rivoluzionaria , tale da scalzare le basi non solo della libertà e della responsabilità individuale, ma della proprietà e della convivenza umana:2?) limitata e immatura valutazione, perché il problema del lavoro diventerà in seguito sempre più prerogativa dello Stato.
H settore, però, che impegnò maggiormente il Romano in Parlamento fu quello dei collegamenti stradali e ferroviari, specialmente tra Roma e là Puglia. Conseguita l'unità geografica e politica dell'Italia, per favorire il commercio e gli scambi di ogni genere, era necessario lo sviluppo della rete stradale. Quella meridionale era catastrofica, con prevalenza di strade comunali a fondo naturale, prive di paracarri e di indicazioni, spesso tra-
*> Ibidem.
Ì Ibidem. Con questo intervento il Romano, con molti anni di anticipo dal passaggio del liberalismo puramente politico a quello sociale, che ebbe in Gioiitti il prestigioso protagonista, si trovò su posizioni assai avanzate rispetto alla maggioranza della classe politica di allora (f.L. RIZZO, op. cit).
) Ibidem.