Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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364
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Dionisio Morlacco
sformate in paludi fangose dalle piogge autunnali e invernali, con la conseguenza che nella cattiva stagione, molti paesi restavano completamente isolati.30) Triste condizione che era ben nota e presente all'on. Romano, il quale, nella seduta del 24 gennaio 1873, denunciando l'inadeguatezza delle linee ferroviarie del Sud rispetto a quelle del Nord, a meno che non si volesse tagliare fuori dal traffico commerciale un immenso tratto di Territorio (Puglia e Molise), fece rilevare l'esigenza di una ferrovia che, ricalcando la strada Appulo-Sannitica, antica consolare romana, congiungesse la Puglia e il Molise al Lazio, allo scopo anche di avvicinare queste regioni alla Capitale.31) Tale ferrovia, di rilevanza non solo commerciale ma anche militare, da realizzarsi con doppio binario, doveva seguire il percorso Roc-casecea (o Caianello), Valle Sambiase, Valle Atina, Isernia, Boiano, Campobasso, Valle del Fortore, Valle della Catola, vicinanze dei Comuni di Campo di Pietra, Macchia Carlantino, Celenza, S. Marco La Catola, Volturara, traforo Motta-Volturino, Lucerà, Foggia, Brindisi, Taranto. Ma la richiesta del Romano, poiché apparve dettata da spirito campanilistico, fu in qualche modo avversata da Ruggero Bonghi, più che per ragioni di necessità o di opportunità, certamente per motivi di natura o prestigio elettorale: Bonghi, deputato di Lucerà, mirava ad acquisire meriti verso i suoi elettori in tale questione.
Il 20 dicembre 1873, nella discussione sullo stato di previsione del Ministero dei Lavori Pubblici, il Romano ritornò sulla sua proposta; il Ministro Silvio Spaventa gli assicurò che sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe tenuto conto della sua proposta. Ma due anni dopo (19 dicembre 1875) ancora la questione era al punto di partenza, nonostante il deputato pugliese avesse prodotto documenti e studi alla competente Commissione, la quale si stava intanto occupando della costruzione della ferrovia Benevento-Campobasso-Termoli, già proposta da altri deputati e avallata da due leggi. L'8 giugno 1876 il Romano rivolse un'interpellanza al Ministro Giuseppe Zanardelli e questi gli rispose che mentre l'Appulo-Sannitica era ancora in fase di studio, la Benevento-Campobasso-Termoli aveva già il conforto di due leggi. Il Romano non si arrese e ritornò sulla questione con calorosa insistenza il 13 giugno 1879: dopo essersi compiaciuto che la sua proposta era stata inserita in un disegno di legge, chiese che la costruenda ferrovia fosse considerata di interesse generale e non locale e, quindi, classificata di 1 e 2a categoria e non di 3a o addirittura
*t) Ibidem.
M) Già ned novembre del 1868 il consigliere provinciale Giuseppe Squadrilli di Castel-nuovo della Daunia aveva proposto per la prima volta la costruzione di una lìnea ferroviaria transappenninica con percorso Manfredonia-Foggia-Luccra-Campobasso.