Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <365>
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Giandomenico Romano
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di 4 (tratto Lucera-Campobasso); inoltre fece rilevare che l'Appulo-Sannitica, passando per Caianello, riduceva da 391 a 343 chilometri H percorso Roma-Foggia, rispetto a quello per via Caserta; che la pendenza massima si riduceva al 18 per mille, invece del 25, e che il costo scendeva a 25 milioni di lire. Parole di calda speranza chiusero l'intervento del Romano: questa strada, che prima si riteneva come un parto di un'immaginazione meridionale, è ormai scritta nel disegno di legge e finirà per essere tra le prime messe in atto. Ho troppa fede nell'alto senso degli italiani e dei loro rappresentanti! . Sincerità e onestà di sentire di un uomo che nell'animo era più un patriota che un politico.
Per rappresentare la disastrosa condizione delle strade, da sempre tra­scurate e maltenute, sia per la precedente politica borbonica, sia per la mancanza di fondi nelle casse comunali, il Romano (19 dicembre 1875) citò la malfatta strada Lucera-Pietra Montecorvino e ricordò che la Castelnuovo della Daunia-Lucera, a quindici anni dalla sua progettazione, era ancora incompiuta e priva della necessaria manutenzione.32) Alla risposta del Ministro Spaventa, che vivacemente gli faceva rilevare che quelle erano strade provinciali, malfatte a causa delle resistenze delle popolazioni, il deputato di Lucerà replicava che il problema era sempre governativo in quanto il Ministero aveva il dovere di incaricare il Prefetto per la realizza­zione coattiva di quelle reti viarie, imponendone l'onere relativo ai Comuni inadempienti .33>
L'11 dicembre 1876 faceva rilevare l'assenza di controllo da parte del Ministero dei LL.PP. sull'operato delle autorità locali che avrebbero do­vuto costruire le strade per Castelnuovo della Daunia, S. Marco, Celenza, Volturara .M) Dietro le sue insistenze il Ministro Zanardelli telegrafava di aver provveduto a stanziare la somma occorrente per la costruzione della strada Volturara-S. Bartolomeo in Galdo-Boiano, ma questa strada non ebbe sollecita realizzazione e ancora il Romano in due successive sedute (29 maggio 1878 e 17 gennaio 1879) dovette ricordare che S. Bartolomeo in Galdo era l'unico capoluogo di circondario in Italia, insieme a Sciacca, che non aveva strada né ferrovia, ma una sola mulattiera intransitabile d'inverno >3S)
Dagli interventi ricordati, emerge la figura di un uomo che, pur pro­fondamente legato alla sua terra ed ai problemi particolari che la riguarda­vano, non testò mai costretto nei limiti angusti di una visione "provinciale"
39 L, FRANCESCHmi, Op. di ") Ibidem. M) Ibidem-35) Ibidem.