Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <534>
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Al Presidente del Consiglio de? Ministri, a Torino.
Parigi, 3 aprile 1849. IU.mo Sig. Ministro Presidente,
Appena giunto a Parigi ebbi un colloquio confidenziale col signor Drouyn de Lhuys, non avendo ancora potuto presentargli le lettere di credenza, secondo le formalità solite. Lo trovai egre­giamente disposto verso le cose nostre; ma non potendo io di­scorrere dietro istruzioni positive ed egli non avendo ancor con­ferito col Consiglio dei Ministri, il nostro ragionamento non si ridusse ad altro che all'espressione dei nostri sentimenti parti­colari. Eccole il sunto del nostro colloquio.
Io assicurai il signor Ministrò essere ferma intenzione del nostro Re e del suo Governo di entrare nella via di una poli­tica liberale ad un tempo e conservatrice, non solo rispetto al Piemonte, ma a tutta Italia, per quanto le nostre influenze pos­sono abbracciarla. Ma a tale effetto duopo è che il Governo Sardo si possa appoggiare al partito liberale moderato, in cui risiede la sua morale forza e potenza. Ora questo partito non favorirà mai il Governo Piemontese, non gli darà mai realmente e vigorosamente il suo concorso, se esso è costretto di calare coll'Austria ad accordi disonorevoli e contrari! agli interessi del Piemonte.
Due condizioni renderebbero la pace coll'Austria inaccetta­bile per questo riguardo. L'ima, se fossimo costretti a dare in mano al nemico qualche fortezza, sino a sborsate interamente le indennità pattuite; l'altra, se dopo tanto sangue sparso, il Pie­monte non ricogliesse dalla passata guerra qualche vantaggio territoriale che tornasse non solo ad utile suo proprio, ma a profitto della nazione.
Sili sarebbe, per esempio, l'aggregazione al Piemonte dei Ducati di Parma e Modena É Piemonte si offrirebbe dì inden­nizzarne i rispettivi possessori e l'Austria non ci avrebbe a con­correre che lasciando fare, o al più avvalorando seoreteiente le nostre offerte.