Rassegna storica del Risorgimento
Italia meridionale. Storia politica. Secolo XIX
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1999
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Federico Smidile
Questi giudizi negativi sui radicali meridionali,4) andrebbero forse, almeno in parte, attenuati. Non si deve intatti ritenere che per tutti valga la regola del ministerialismo ad ogni costo,5) come mostra l'esempio di Nicola Vischi,6) deputato di Lecce III nel 1890 e, dal 1892 al 1901 rappresentante del collegio di Gallipoli. Alla fine del 1901 sarà nominato senatore.7)
Dopo un primo tentativo, andato a vuoto, nelle elezioni del 1886,8) Vischi si candida nuovamente nel terzo collegio plurinominale di Lecce per
4) Secondo RAFFAELE COLAPlETRA, II sistema giolittiano e t partiti politici italiani, in Risorgimento e Mezzogiorno, a. I (1990), n. 1 p. 55 nell'età giolittiana il radicalismo subirà un fenomeno di degenerazione in conseguenza della [...] meridionalizzazione del vecchio radicalismo lombardo di Cavallotti, Sacchi e Marcora in chiave notabiliare e massonica [...] .
*) Come invece sembra ritenere Stefano Medi a p. XIV dell'introduzione a L'Italia radica/e. Carteggi di Felice Cavallotti, a cura di LILIANA DALLE NOGARE - STEFANO MERLI, Milano, Feltrinelli, 1959, quando afferma che il radicale salernitano Emilio Giampietro incarna la costante trasformistica che convoglia le opposizioni verso il centro della politica monarchica. È naturale che la base di questa politica provenga dal Sud, dove i contorni tra i partiti erano più sfumati e sfuggenti, dove meno sensibili erano gli stimoli dei ceti più moderni della società italiana. Secondo GIAMPIERO CAROCCI, Gioii iti e l'età giolittiana, Torino, Einaudi, 1961, p. 86, è tutta la rappresentanza parlamentare meridionale ad essere ministeriale in maniera innata.
Q Che però non sfuggirà alle ironie di Salvemini, il quale nel 1913 scriverà: Ognuno di noi si tenga la sua [formula]. Io per esempio la mia ce l'ho [...], io mi chiamerei "riformista del periodo 1899-1901" [...]. Chi vuol venire a lavorare con noi, è liberissimo di credere o non credere alla esistenza di Dio: basta che sia convinto che non è necessario [sic!] all'Italia l'esistenza dell'ff. Vischi [corsivo mio] [...] . GAETANO SALVEMINI, Alla ricerta una formula, in L'Unità, 1, 14, 21 marzo 1913, ora in ID., Opere. TV. Il Mezzogiorno e la democrazia italiana. Voi I, II ministro della mala vita e altri scritti sull'Italia giolittiana, a cura di ELIO Apra, Milano, Feltrinelli, 1962, p. 303.
i) Per i dati biografici di Vischi esiste la pur poco soddisfacente voce curata da ALBERTO MALATESTA, Ministri, deputati e senatori dal 1848 al 1923, Milano, Istituto Editoriale Italiano, 1942, voi. III, p, 236, da cui si apprende che Vischi era nato a Trani il 7 maggio 1849 e morto a Napoli il 9 marzo 1914. Esercitò la professione di avvocato. Fu deputato di Lecce III e di Gallipoli dalla XVII alla XXI legislatura. Fu nominato senatore il 21 novembre 1901 e convalidato il 12 dicembre dello stesso anno. Più recente, ma piuttosto impreciso, è il profilo dedicato al tranese da GUIDO MALCAGNI, Viaggio nel Tempo. Ricordi di vita e storia di personaggi illustri della città di Trani, introduzione di MICHELE PAONE, Galatina, Congedo, 1978, pp. 266-267. Per una breve storia della famiglia Vischi vedi ivi, pp. 257-267. Malatesta e Malcagni non ricordano l'appartenenza di Vischi alla massoneria, che pure ha notevole importanza nella vita politica del deputato pugliese. Nicola Vischi, figlio di Fabio, era avvocato e affiliato alla R(ispettabilc L[oggia] Losanna Orpente] di Napoli; aveva avuto il diploma massonico il 9 luglio 1888 ed era il numero 7.983 di matricola. ARCHIVIO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA ROMA, Registro delle matricole, 3 volume, senza anno ma 1888,
8) Nelle quali, secondo La Tribuna del 3 ottobre 1890 (Prodromi elettorati, Gallipoli, 1 ottobre), Vischi aveva portato avanti un programma di Sinistra Storica. L'appartenenza, nel 1886, di Vischi alla Sinistra è ribadita dallo stesso giornale alcuni giorni dopo, il 26 ottobre