Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Archivio Capitolino
anno
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1999
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pagina
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374
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374
Federico Smidile
Caro Giolitti
Oggi il Dep Vischi, a nome pure dei suoi colleghi della prov. di Lecce [corsivo mio], reputandomi tuo confidente, è venuto a pregarmi di farti conoscere ch'essi, disposti ad appoggiare il tuo Ministero che si preannun2ia con accentuazione di Sinistra, non potrebbero però dargli il suo [sic!], se vi avesse posto il Salandra, e ciò per ragioni politiche non solo, ma altresì di interesse "regionale". Relata refero. Tuo dev. F. Garelli .3)
Per la prima volta dunque Vischi svolge un ruolo in qualche modo politicamente significativo, facendosi portavoce di un importante gruppo di deputati, quale quello dei tire collegi leccesi, nella scelta, politicamente molto rilevante, del sottosegretario agli interni.31)
Al momento del voto del 26 maggio 1892 sull'ordine del giorno Baccelli, accolto dal governo, che conclude l'aspro dibattito sul nuovo mini-stero, Vischi è uno dei quattordici radicali legalitari che votano a favore,32) e sempre con Giolitti si schiera nella successiva discussione sulla concessione dell'esercizio provvisorio del bilancio per sei mesi, che si tiene alla Camera dal 9 all'll giugno 1892.
Vischi è infatti tra i firmatari dell'ordine del giorno Mussi, col quale si intende concedere una benevola aspettativa all'esecutivo,33) giocando abil-
W) ACS, Giolitti Roma, b. 26, f. 70. Sulle trattative tra Giolitti e Salandra si veda GASTONE MANACORDA, Dalla crisi alla crescita. Crisi economica e lotta politica in Italia 1892-1896, Roma, Editori Riuniti, 1993, p. 197, n. 61. Sull'opposizione incontrata da Salandra si veda, tra l'altro, la lettera di questi a Sonnino dell'I 1 maggio 1892, pubblicata in SIDNEY SONNINO, Carteggio 1891-1913, a cura di BENJAMIN F. BROWN e PrETRO PASTORELLI, Roma-Bari, Laterza, 1981, pp. 25-26.
3>) Con ciò, ovviamente, non si deve sopravvalutare il peso della posizione di Vischi e degli altri deputati leccesi nella questione Salandra.
* L'ordine del giorno Baccelli suonava cosi: La Camera, riservando il giudizio sulle proposte del governo quando saranno presentate, passa all'ordine del giorno, e fu approvato con soli 9 voti di maggioranza (169 favorevoli contro 160 contrari e 38 astenuti). I legalitari che votarono a favore del governo furono Barzilai, Caldesi, Engel, Luigi Ferrari, Fortis, Guelpa, Nunzio Nasi, Pais-Serra, Mario Panizza, Severino Sani, Severi, Stcllutà-Scala, Tassì, Vischi. Ap Camera, XVII Legislatura, sessione 1890-1892, Discussioni, Tornata del 26 maggio 1892, pp. 7941-7942
'*La Camera, convinta che nelle gravi condizioni finanziarie, economiche e politiche in cui si dibatte il paese insofferente di nuovi aggravi è doveroso consultare la sovrana volontà degli elettori; persuasa che nelle riforme organiche virilmente applicate in tutte le amministrazioni dello Stato, compresa la militare) debbasi anzitutto cercare il pareggio del bilancio, senza offesa all'economia nazionale; ritenendo che non si possa raggiungere questo scopo senza una razionale divisione delle parti politiche; riservando ogni giudizio sul Ministero, passa alla discussione degli articoli. Ivi, Tornata dell'I 1 giugno 1892, p. 8483.