Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <535>
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Vincenzo Gioberti Ministro plenipotenziario a Parigi 030
Il signor Ministro mi risposo gtfinito alle fortezze, che in Francia vedrebbe di mal occhio qualunque occupazione austriaca, eziandìo temporanea e brevissima di un solo palmo di territorio Sardo. Per ovviarvi gli pare che potrebbe la Bepubblica Fran­cese minacciar l'Imperatore di occupare una parte della Savoia o della contea di Nizza, quando egli dalla ingiusta pretensione non recedesse. Ben s'intende che non piglierebbe tale determi­nazione senza il pieno consenso del Governo Sardo. Non potere questo Governo dubitare della lealtà dei Ministri francesi; pa­rergli quindi il partito proposto non pericoloso all'indipendenza Subalpina da un lato, e dall'altro attissimo a mettere in freno l'Austria e a contrabbilanciare la sua potenza.
Vi ha però un solo caso, soggiunse il Ministro, in cui,la arancia sì crederebbe autorizzata ad occupare qualche parte del nostro territorio anche senza il nostro consenso, e sarebbe ogni qualvolta l'Austria mettesse stanza in alcuna parte degli Stati Sardi che per la vicinanza o la postura strategica compromet­tesse direttamente gl'interessi francesi.
Quanto all'aggregazione dei Ducati al Piemonte, il signor Drouyn mostrò di credere quasi impossibile che l'Austriaco im­baldanzito dalla vittoria sia per assentirvi. Keplicai dover calere all'Austria stessa che il Piemonte conservi la forza morale ne­cessaria per esercitare il suo ufficio di conservatore; e a tale effetto essere opportuno il detto ingrandimento, come quello che metterebbe dal suo lato tutto il partito dei liberali moderati e per altra parte non pregiudicherebbe alle ragioni dell'Austria. Aggiunsi che il lasciare nei loro seggi due Principi sprezzati e odiati universalmente, come sono i Duchi di Parma e di Mo­dena, manterrebbe in Italia due fomiti perpetui di tumulti e di rivoluzioni; il che nuocerebbe non meno all'Austria che al Piemonte.
Avendomi in questo proposito accennato che l'Austria ha il diritto di riversabilità sul Ducato di Modena, 'replicai al signor Ministro, doversi anteporre gli interessi immediati e presenti agli interessi futuri. Del resto, èsservi una via di mezzo, per cui eziandio questi si potrebbero accordare col voto do­gi' Italiani. Si unisca Modena colle sue accessioni al Gran­ducato di Toscana, che dee pur ricadere alla Gasa d'Austria. Il Piemonte si consolerà di non avere il detto Ducato, quando lo vegga unito ai dominii di un altro Principe Ita-