Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Archivio del Museo Centrale del Risorgimento
anno <1999>   pagina <382>
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Federico Smidile
A queste accuse risponde implicitamente lo stesso deputato di Galli­poli con una sua lettera al presidente del Consiglio il 3 febbraio 1893 da Trani:
Ottimo amico,
Al nostro comune amico Rosano dissi quale era la mia situazione politica di fronte agli amici nella città di Gallipoli, ed ora trovo qui una lettera che affido alla tua buona e leale amicizia personale, la quale lettera mi partecipa apertamente che, per il contegno del Governo, il mio partito si ritira totalmente dalla lotta.
Dimmi cosa devo fare.
Nessuno più di me è amico della corretta legalità, rigorosa; ma i miei amici che pure sono degni di considerazione non possono sostenere una lotta vivace a favore mio per il mio contegno ministeriale senza appoggio né del Gover­no centrale, né di quello della provincia.
Domandai che in Alezìo (paese che costituisce una continuazione di Gallipoli, e che è amministrato da un funzionante sindaco socialista [tutti i corsivi nel testo]), si nominasse il sindaco nella persona del sig. Giovanni Morico, ed ebbi risposte piene di deferenza per i miei avversari, sino a temere che questi si dimettessero!
Domandai alla prefettura che s'impedisse in Gallipoli un corrosione per l'appalto dei dazi di consumo; e la prefettura, dopo aver fatto inutili rumori, aderisce alle insolenze del Consiglio Comunale di Gallipoli, permettendogli tutto, con nauseante spettacolo d'incoerenza.
Domandai lo scioglimento del Consiglio Comunale di Gallipoli; e mi si è ri­sposto con altre parole pudiche.
Domandai che fossero traslocati il sottoprefetto, il tenente dei carabinieri, il pretore, od almeno il maresciallo dei carabinieri (mio nemico personale); e malgra­do l'inchiesta Farrias, mi si è detto nò, salvo qualche piccola promessa.
Domandai qualche onorefìcenza, e mi si è detto col fatto nò.
Ora io non posso che rassegnare le mie dimissioni da deputato, perché diver­samente dovrei o contraddire la mia coscienza politica, o dispiacere gli amici.59)
Ti stringo la mano. Vischi.60)
Lo sconforto di Vischi per la situazione politica locale, è riflesso anche dalla lettera inviata allo stesso deputato pugliese da Alberto Consiglio, da Gallipoli il 28 gennaio 1893:
Caro Nicola.
La tua speditami da S. Vito non mi è pervenuta; quindi è a credersi che sia rimasta intercettata, come sempre è avvenuto in momenti solenni. È invece perve-
collegfo di Tricase [...] l'ambiguo Ruggcri [..,], meritando da lui, da Francesco Lo Re e da Brunetti una sorta di fronda contro veri o presunti atteggiamenti proconsolari.
ì Vischi non metterà in pratica il suo proposito.
5 ACS, Giolitti 'Roma, b. 8, f. 113, già pubblicata in Valle carte cit, voL 1, pp. 132-133.