Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Archivio del Museo Centrale del Risorgimento
anno <1999>   pagina <383>
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Un radicale del Sud: Nicola Vischi
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nuta quella ditetta a Gino, dalla quale abbiamo ricavato quanto restasse a dirsi, e quanto possiamo aspettarci dall'inchiesta Farrias. Il primo fatto totalmente fallito, ed il secondo fallito senza meno, grazie alle influenze dei nostri avversari che hanno saputo tutto sopraffare, e paralizzare.
La colpa non è né tua né nostra, poiché trovarci deboli non è colpa ma fatale condizione di cose e di fatto.
Ma innanzi ad un tracollo così solenne, che ha gettato tutti in un profondo baratro di ridicolo, non si poteva restare indifferenti; e Gino ha dato il senso della debilitazione del partito, e questo è totalmente disfatto. Chi si ritira per paura, chi per decoro, chi per dignità, e tutti perché si è visto che è inutile resistere in una lotta sventurata, nella quale mancano la legge, la giustizia, l'onestà, e trionfa la camorra e l'intrigo.
Fummo bambini [...] nell'aver fede al Governo; ora ne dobbiamo sopportarne le conseguenze, e che consistono nella persecuzione dell'autorità, nella derisione dei nostri avversari, e nella persecuzione del popolino fattosi gigante.
La legge è per i gonzi, e quindi ognuno di noi, rimanendo libero di impegni e di doveri di solidarietà, si regolerà come meglio crede, e trova conveniente ai suoi personali interessi.
Ho creduto tenerti informato di quanto sopra, essendo esso la conclusione d'un convegno tenuto fra pochi di noi mezz'ora fa.
A te il valutare la nostra condotta. Intanto "si scopron le tombe emergono i morti" coloro che dovevano essere giudicati ora si erigono a giudici, le vittime a carnefici; e noi siamo capitati come i pifferi della montagna. Volevamo suonare e fummo suonati.
Se tu verrai, potrai sapere altre cose, che non posso scrivere qui trovandomi ora una in stato di fortissima eccitazione.
Quindi conchiudo col dirti che fummo molto sventurati, e dandoti un bacio.
Tuo aff. Alberto [Consiglio] .61)
Si può però dire che questi problemi non sono che nuvole passeggere nei rapporti tra il deputato di Gallipoli e il capo del governo. I voti nomi­nali che Vischi esprime in questo periodo parlano chiaro: dodici volte a favore del ministero, mai contro, una astensione6) e due assenze.
6>) ìbidem. Come detto, la lettera di Consiglio è acclusa a quella di Vischi a Giolitti del 3 febbraio 1893 e non. è pubblicata nel citato Dalle carte.
*9 Durante la discussione sulla legge bancaria, fu presentato un emendamento da parte del deputato Paolo De Luca favorevole al Banco di Napoli. L'emendamento, che vedeva contrario il governo, venne respinto. Vischi si astenne (Ap Camera, XVIII Legislatura, sessione 1892-1894, Discussioni, Tornata del 3 luglio 1893, pp. 6010-6011). TI giorno dopo Vischi chiese al ministero di intervenire in favore delle banche meridionali. Minacciava altrimenti di votare contro la legge bancaria in discussione (Ap Camera, XV'ITI. Legislatura, sessione 1892-1894, Discussioni, Tornata del 4 luglio 1893, p. 6078). In realtà Vìschi continuerà a sostenere fedelmente Giolitti.