Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Archivio del Museo Centrale del Risorgimento
anno <1999>   pagina <386>
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Federico Smidile
Uno dei primi atti di Vischi dopo il ritorno a Montecitorio, è la ripresentazione della sua proposta di legge che intendeva rendere festa nazionale la data del XX Settembre. Questa volta, dopo il nulla di fatto del 1892, a cui ho fatto cenno in precedenza, il successo è immediato. Dalla presentazione alla approvazione passano appena cinque giorni (6-11 luglio 1895). La discussione alla Camera merita un'attenzione particolare.
L'8 luglio Vischi svolge la relazione introduttiva e, dopo aver ricordato la sua proposta della fine 1891, non giunta mai alla discussione, sostiene che illustri patrioti gli hanno consigliato di ritornare alla carica. Questi patrioti reputano infatti che allo scoccare del 25 anno dalla presa di Roma, una legge che istituisca la festa nazionale del XX Settembre sia necessaria per glorificare meglio l'importante ricorrenza. Sempre questi patrioti, prose­gue Vischi, ritengono che il sentimento nazionale sarà bene interpretato dal Parlamento, se esso istituirà una festa in onore del primo giubileo dell'Italia in questa terza ed eterna Roma.74)
Interviene poi il deputato Casale, il quale propone che la legge venga esaminata da una Commissione nominata dal presidente della Camera Villa. La mozione Casale, che, come afferma lo stesso deputato di Napoli, tende ad accelerare il percorso della legge, sottraendolo alle lungaggini degli uffici, viene accolta senza discussioni.75) L'11 luglio, si giunge al dibattito che dura un solo giorno, ma si rivela vivace, forse oltre le previsioni. Non mancano gli interventi fortemente critici, come quello di Ferruccio Macola, secondo il quale, con questa festa si vuole accontentare la massoneria.7)
Notevole è poi la divisione in seno al partito repubblicano. Per Pilade Mazza, deputato di Roma, la proposta di legge Vischi non si discute, si sente nell'animo. Mazza risponde alle obbiezioni mosse da Macola, affer­mando la non esistenza di pressioni da parte di associazioni segrete in favore dell'istituzione della festa nazionale. La caduta del potere temporale è, secondo il deputato repubblicano, una data epocale per tutto il mondo. Proseguendo il suo discorso con toni ispirati e ribadendo di non appar­tenere ai ministeriali, al contrario di Vischi, Mazza sostiene di non poter fare a meno di unirsi al deputato di Gallipoli.77)
Barbato, uno dei capi dei fasci siciliani, in carcere al momento del voto. Vischi ottenne 1.964 voti contro i 655 di Lupo e i 132 di Barbato (2812 i votanti su 3.609 iscritti). Storia dei collegi cit, p. 286.
"'''; Ap Camera, XIX Legislatura, sessione 1895-1896, Discussioni, 2" Tornata dcll'8 lu­glio 1895, p. 788.
75) Ibidem. La commissione è composta dai deputati Bianchcri, Cactani Onorato, di Rudini, Ercole, Fortis, Garibaldi, Riccardo Luzzatto, Miceli e Vischi (/, p. 806).
7)2W,p. 1008.
") Ap Camera, XIX Legislatura, sessione 1895-1896, Discussioni, 2 Tornata dell'I 1 loglio 1895, pp. 1008-1009.