Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
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1999
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Un radicale del Sud: Nicola Vischi
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Non così entusiasta si mostra Napoleone Colajanni Per il deputato di Castrogiovanni non si può essere d'accordo con Mazza e si deve invece convenire con Macola, pur nella diversa motivazione del voto negativo. Secondo Colajanni la proposta Vischi è stata presentata nel momento più inopportuno, perché è inutile istituire una festa che celebri la caduta del potere temporale nello stesso momento in cui la vita italiana è fatta tale, che quel libero esame, in nome del quale voi domandate l'approvazione della legge è una menzogna, e non esiste più .78)
Infine, attesissimo, interviene il presidente del Consiglio. Crispi dichiara di meravigliarsi molto del dissenso sorto alla Camera e prosegue:
H 20 settembre è una data solenne nella storia dell'umanità! Roma fu il nostro primo pensiero, fu lo scopo, fu la fede, nelle cospirazioni e nelle battaglie nazionali Garibaldi voleva venirci al '60, ma fu arrestato nel suo cammino; alte ragioni di Stato gli impedirono di passare il Tronto {Bene! Bravo! - Applausi).
È deplorevole il dissidio che si è manifestato, tanto da un lato come dall'altro della Camera. Credevo, che una volta portata la legge alla Camera, sarebbe stata votata in silenzio.
Prima del 1870 volevamo Roma, non solo perché essa era la vera capitale d'Italia, ma perché era il centro d'onde partiva la reazione d'Europa!
Si sbagliano i miei avversari, quando hanno il coraggio di asserire che l'indirizzo politico del Governo favorisca i clericali! Noi abbiamo avuto i clericali nemici nelle recenti elezioni generali. E un fatto. Del resto il mio passato, i miei discorsi in Parlamento, la mia vita, provano il contrario[...J.
Certo, o signori; il 20 settembre è stato sempre festeggiato dal popolo, ed una prescrizione, un ordine a festeggiarlo non sarebbero necessarii parrebbe che noi volessimo imporre quelle che è nelle coscienze di tutti. Nondimeno, una volta che la legge fu portata alla Camera, il rifiuto alla medesima sarebbe un'offesa alla coscienza nazionale.
Prego quindi la Camera o di sospendere la discussione della legge, perché si eviti il dissidio della votazione oppure, ove non sia possibile votarla all'unanimità, per lo meno a grande maggioranza.
Voci a destra. È una compiacenza alla massoneria!
Crispi, presidente del Consiglio. Io non vado né alle Logge né alla Chiesa; e la manifestazione di oggi della Camera, il suo voto, sarà un voto nazionale, non un voto di setta.
Voglia quindi la Camera raccogliersi in sé stessa; vogliate, onorevoli deputati, rientrare nelle vostre coscienze e comprendere quale triste impressione produrrebbe in Italia ed all'estero la notizia che voi avete respinto la legge .79)
ra> Ivi, p. 1009.
79) Ivi, pp. 1013-1014.