Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <388>
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Federico Smidile
A conclusione del dibattito la proposta Vischi è approvata80* e passa subito al Senato, che concede il suo voto favorevole sei giorni dopo, il 17 luglio 1895.81)
Si pone il problema del ruolo di Crispi in questa situazione. Il presir dente del Consiglio era a conoscenza dei progetto Vischi? Appare improba­bile che un atto di tale importanza politica quale era una legge che avrebbe certamente offeso la suscettibilità del Vaticano, non fosse a lui noto. Inol­tre, il presidente del Consiglio accoglie la proposta del deputato di Gallipoli con una prontezza tale da far intendere chiaramente la sua posizione. Crispi, dopo il sostanziale fallimento della sua politica di conciliazione, non si getta nell'opposto campo anticlericale.82) E però possibile pensare che
*9 204 sono i voti favorevoli 62 i contrari {ivi, p. 1041). Poco prima, per appello no­minale, la Camera aveva respinto un ordine del giorno presentato dai deputati De Nicolò, Macola e altri, contrario all'istituzione della festa del XX Settembre. Solo 26 deputati votarono per l'odg Macola e tra questi anche Brunetti, tradizionale avversario di Vischi I contrari furono 249, gli astenuti 3. Ivi, pp. 1014-1017.
81) Sulla vivace discussione che si tenne al Senato vedi F. PONZI, Crispi cit., pp. 467-471. La prevedibile irritazione del Vaticano traspare da un articolo apparso su L'Osservatore Romano, 9-10 ottobre 1895, Per la storia e... per ridere". AlTon. Vischi, l'autore del famoso progetto di legge che dichiara il 20 settembre festa civile, si è pensato dì fare, in occasione del ritomo nel proprio collegio elettorale, una dimostrazioncella. E perché no? Sulle mura si è affisso un bravo manifestino, che, per la storia, vale la pena riprodurre: "Cittadini, Il deputato che, colla sua proposta di legge, approvata dal Parlamento e sanzionata dal Re, affermava una volta di più il diritto d'Italia sulla sua Capitale [tutti corsivi nel testo] quegli che è sempre pronto e presente a fare per noi presso il Governo quanto per lui si può l'onorevole Vischi che in questa circostanza ci ha rappresentati e presso il Governo e presso Sua Maestà, domani sera alle 19 (7 pom.) ritornerà fra noi. Se abbiamo saputo scegliere l'interprete gradito per esprimere i nostri voti a Sua Maestà, che Dio conservi, riconoscenza vuole che domani, preceduti dalla Banda musicale cittadina e dal labaro della Società operaia, coU'ordine e la serietà che ci distinguono, ci rechiamo tutti alla piazza Venti Settembre (già piazza della Stazione) per ringraziarlo, salutarlo e dargli il ben tornato tra noi [...]". I promotori del manifesto sono gente avveduta, hanno pensato dì far precedere alla loro firma la prudente dichiarazione che è la serietà quella che li distingue. À dire il vero non parrebbe; e però una tale assicurazione giunge molto a proposito. Del resto, il merito dell'on. Vischi non è stato piccolo; quella povera data del 20 settembre era ormai avvezza da tanti anni a tali mortificazioni, che bisognava risparmiarle quella più clamorosa che, lasciata all'iniziativa popolare e senza il battesimo dell'officialità, le sarebbe quest'anno toccata. L'offjcialità ha coperto l'impopolarità, e l'on. Vischi ha salvato; non la patria, ma il 20 settembre dall'ingratitudine della medesima. Come si diventa presto celebri in Italia! esclama a questo proposito un giornale liberale di Torino; e quanto poco ci vuole, aggiungiamo noi, per diventare ridicoli. Sulle reazioni dei cattolici leccesi, vedi VITTORIO ZACCHINO, L'on, Vischi t il XX Settembre. Reazioni cattoliche nel Salento, in Risorgimento e Mezzogiorno, Rassegna di studi stona, a. Ili (1992), n. 1, pp. 63-67.
82) F. FONZI, Crispi cìt, pp. 466 sgg.