Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <389>
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Un radicale del Sud: Nicola Vischi
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abbia quantomeno lasciato mano libera agli anticlericali come Vischi, che nei mesi precedenti non avevano dato segnali di vita concreti. Non sembra infatti casuale la circostanza che la proposta di legge di Vischi torni alla ribalta subito dopo le elezioni politiche generali, nelle quali, al contrario di quanto sperava Crispi, era stato ribadito da parte di Papa Leone XIII, il non expedit per la partecipazione al voto dei cattolici.
Negli ultimi mesi di vita del IV governo Crispi, Vischi continua in sostanza nella sua linea di appoggio al ministero, iniziando però quella che può essere definita una manovra di allontanamento graduale. Il de­putato di Gallipoli infatti, pur dichiarando sempre la sua fiducia in Cri­spi,83) non esita a criticare la politica finanziaria e quella ecclesiastica del governo.
Il 22 novembre 1895 Vischi interviene infatti durante la discussione sulle modifiche alle leggi istitutive degli istituti di credito fondiario. Secondo il deputato di Gallipoli, il ministro delle Finanze Sonnino era venuto meno alla promesse fatta alla Camera nell'estate precedente di aiutare i debitori degli istituti di credito fondiario. Il suo discorso termina con un dramma­tico, anche se forse eccessivo, ritratto della situazione pugliese:
Io non son solito esagerare le cose; e potete credermi, onorevoli colleghi, che son certo di dire meno del vero, preannunziando che si preparano, special­mente nelle Puglie, momenti tristissimi, e tali che il domicilio coatto e i carabinieri non varranno ad impedire.
Là abbiamo miseria enorme, non abbiamo, per dare da mangiare agli operai, che gli scarsi mezzi che i poveri proprietari, lottando col credito fondiario, possono ancora mettere insieme per far lavorare la terra. Venire oggi a trattare con tanto rigore [...], quelle popolazioni, mi pare voler troppo allegramente passeggiare su di un vulcano. Quindi è che io dichiaro che voterò l'articolo 33 del disegno di legge come il solo che possa sottrarci ad altre ingrate sorprese eguali a quelle che ci sono state fatte dal decreto del 25 ottobre [...] w.84)
85) Al quale avrebbe consigliato una via d'uscita nella guerra contro Giolito, come si deduce da una lettera di Pietro Rosano allo stesso ex presidente del Consiglio, del 27 novembre 1895: [...]. Dal Vollaro so soltanto che il motto d'ordine del Crispi è seppellire tutto senza urtare la suscettibilità di Gioii ili [tutti i corsivi nel testo]. In sostanza sarebbe quella. sic) del Popolo Romano e del Vischi, mancanza di dolo. Capirai che questo sarebbe per te e per me un oltraggio. Che dolo di Egitto, se tutto quello delle sottrazioni [di documenti] è un tessuto di menzogne? J...J . ACS, Gioititi Roma, b. 39, f. 163.
w> Ap Camera, XDC Legislatura, sessione 1895-1896 Discussioni, Tornata del 22 no­vembre 1895, pp. 2439-2441. Netta e immediata è la risposta di Sonnino, che respinge l'accusa di aver mancato alle promesse. Non si concede credito solo a chi è inaffidabile {ivi, pp. 2443-2444).