Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <390>
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Federico Strìdile
Il deputato di Gallipoli insiste nella sua offensiva anche il giorno dopo, 23 novembre 1895. La polemica si rivolge ancora direttamente contro Sonnino, che con la sua politica, danneggia, secondo Vischi, in particolare la Puglia. Resta salvo invece Càspi, al quale Vischi rivolge l'appello di salvare la proprietà immobiliare pugliese e con essa l'ordine pubblico nella regione. Ecco perché [...], queste considerazioni io rivolgo all'onorevole Crispi, nel quale ho la maggior fiducia e dal quale attendo i più energici provvedimenti .85)
Poco giorni dopo però, anche al presidente del Consiglio verranno mossi da Vischi alcuni addebiti. Il 2 dicembre 1895, nel corso della discus­sione sulla mozione di fiducia al governo presentata da Muratori, dopo il duro intervento del di Rudinì, secondo il quale la politica ecclesiastica crispina sarebbe volta alla guerra con la Chiesa,8 prende la parola Vischi che si oppone a questa interpretazione. Il discorso del deputato di Gallipoli non si limita però alla sola confutazione delle parole del di Rudinì, ma analizza, sottolineandone le mancanze, tutta la politica ecclesiastica del governo Crispi:
[...]. Si diceva già da qualche tempo che il partito conservatore in Italia do­vesse organizzarsi sotto questa novella bandiera, cioè domandare l'ausilio della religione, ed invocare la conciliazione tra il Quirinale ed il Vaticano.
In verità, se io avessi avuto l'onore d'appartenere a quel partito protesterei altamente [...].
Accordo tra il Quirinale ed il Vaticano! Ma lo stesso onorevole di Rudinì ha dovuto riconoscere [...], che l'accordo è assolutamente impossibile.
Perché? Perché il Quirinale per noi monarchici rappresenta quello che è e de­ve essere al di sopra di ogni cosa, cioè l'unità della patria, il Vaticano vuol dire il Papa-re, cioè il distruggimento della unità della patria.
Ma perché il partito che si dice conservatore vuole questa novella politica? Fu detto da un egregio oratore nostro collega, che nomino a ragion d'onore, cioè l'onorevole Molmenti, che contro coloro che vengono a negare Dio, la famiglia e la proprietà, non vi è altra forza da opporre che la religione e la conciliazione. L'onorevole Bovio, da quel maestro che è, disse l'altro ieri chi sono e come si debbono chiamare, quelli che vengono a negare Dio, la famiglia e la proprietà.87)
Sono pochi utopisti. E credete voi di dover raggruppare tutte le vostre forze e unirvi ai nemici di ogni progresso e di ogni civiltà per combattere quei pochi? Ma che conservereste voi, creando questo novello partito [...] ?
8) Ivi, Tornata 23 novembre 1895, pp. 2486-2489. Sonnino risponde ancora con gran­de decisione, invitando, con successo, la Camera a non stravolgere quanto fatto dal governo, per evitare di mettere in difficoltà il credito italiano (ivi, pp. 2489-2492).
9 lvit Tornata del 3 dicembre 1895, pp. 2696-2704.
87) Interessante, e probabilmente non casuale, la citazione che il Fratello Vischi fa del Fratello Bovio.