Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <392>
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Federico Smidile
che fu ascoltata con molto favore dalla Camera, e che metteva termine ad una discussione che si era fatta per lo passato: cioè se una legge nuova occorresse o no.
Ma non si può governare un paese con le solo dichiarazioni di principii. Occorre applicare questi principii. Ed allora domando all'onorevole Crispi: non ha avuto egli abbastanza esempi d'intolleranza negli atti compiuti da vescovi e da altri beneficiati per poter emettere un qualsiasi provvedimento? Nello svolgimento delle interpellanze sono stati nominati moltissimi di questi vescovi che, dopo aver con bugiarde e reticenti dichiarazioni, ricevuto Yexeaaatur, immediatamente di esso sì sono valsi per schierarsi contro le leggi del nostro paese [...].
Aspetto con fiducia, quei provvedimenti che l'onorevole Crispi vorrà prendere in conformità appunto alle fatte dichiarazioni [...].
Ma un altro tema, che certamente merita tutta l'attenzione del Governo, è quello delle scuole [...].
Onorevole Baccelli, come si fa a dare istruzione religiosa in una scuola obbli­gatoria, ossia l'istruzione religiosa impartita da uno Stato laico [...] ?
Per me vi era da provvedere in una maniera soltanto: nella scuola insegnare principi di morale, diritti e doveri [...].
Ma si è arrivati anche più oltre. Nel comune di Venezia [...], si è detto che dovessero essere obbligatorie le preci [...] prima e dopo la lezione da farsi nelle scuole [...].
Ecco la circolare [...]. "Una circolare del 15 novembre 1892 (dice l'assessore del Municipio di Venezia [...], T] onorevole Molmenti), vietava in modo assoluto nelle scuole le pratiche religiose e più specialmente le orazioni in principio ed in fine delia Usatone. H pronto e vivo commuoversi delle famiglie dinnanzi a tale mutazione ha mosso l'attuale Giunta a richiamare l'antica consuetudine che la pietà e il pub­blico bene desiderano". Se io non ho letto male, credo di aver ragione. Avevo detto preci invece di orazioni, ma la cosa non è molto diversa. Or dunque un municipio dei più importanti, anche per le eminenti qualità di coloro che lo ammi­nistrano, è nuovamente venuto ad imporre, a rendere obbligatoria la orazione nelle scuole prima e dopo la lezione. Io domando all'onorevole ministro della pubblica istruzione: quale coartazione delle coscienze dei maestri liberali è questa? E quale offesa non è questa alla libertà delle coscienze?[...].
Rivolgo un'altra parola all'onorevole Crispi.
Talune amministrazioni comunali sono state conquistate dai clericali. Una re­cente occasione ha dato luogo a dichiarazioni di quasi tutù i Comuni. Taluni hanno dichiarato di non aderire alla solennità, cui alludo;89) ma con considerazioni che erano tutta un'offesa alle istituzioni e ai plebisciti. Onorevole Crispi; dicono i giornali che Ella abbia annullato molte deliberazioni che avevano fatto voti al Re per l'amnistia o per la grazia totale ai condannati di Palermo; e ch'Ella abbia detto che i Consigli comunali non devono occuparsi di politica. Perché non ha detto la stessa cosa contro quei Consigli comunali che, più che fare un semplice e platonico voto alla maestà del Re, facevano un'affermazione contro il Re, l'unità della patria e contro i plebisciti [...]?
Domando all'onorevole Crispi: perché, mentre si sequestrano tanti giornali, per affermazioni più o meno innocenti e forse sconclusionate di socialismo, non sono stati sequestrati questi giornali clericali?
*?> Vischi allude qui alla festa del 20 settembre.