Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <395>
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Un radica/e dei Sud: Nicola Vischi 395
le aspirazioni di questo partito democratico in Italia, abbiamo udito da voi reclama­re riforme politiche non ispirate a timori ma soltanto dirette a garantire e a tutelare le libertà statutarie, e principalmente abbiamo udito da voi domandare riforme economiche atte a rinfrancare il popolo italiano [...].
Queste vostre parole creano per voi particolarmente speciali responsabilità. Invano, onorevoli amici, ci direte che di voi uno si è dovuto occupare di ufficio metrico e l'altro di francobolli, perché appunto quella delineazione dei partiti, che mi auguro vorrete far trionfare [...] vi metterà nelle condizioni di compiere per intiero il vostro dovere nel Consiglio dei ministri.
Noi che fummo affettuosi sostenitori delle vostre idee saremo lieti ed orgo­gliosi di poter sostenere il comune programma nelle vostre mani di ministri; ma, badate, che se non farete il vostro dovere, noi sapremo fare il nostro con indipen­denza [...], e nel censurare i vostri atti di governo, ricorderemo i vostri discorsi, per poter così scindere la responsabilità vostra dalla nostra.
Il nostro desiderio di vedere ricostituiti i partiti, non deriva dal piacere, che pure è grande e sincero, di aver voi a quel posto, ma deriva dal bisogno [...] di sottrarre la politica alla tirannia dei gruppi [...].
Dal momento che ci dite di issare la bandiera, noi lieti ci schieriamo al vostro fianco; ma vi diciamo [...] che guarderemo più in alto di voi, perché, pel trionfo delle idee, tutti possono essere utili, nessuno è necessario .97)
L'appoggio al ministero del generale Pelloux è però di breve durata. La prima presentazione dei cosiddetti, provvedimenti politici mette in crisi la fiducia del tiranese. Nel febbraio 1899, Vischi si dice disposto a votare il passaggio alla seconda lettura solo se Pelloux deciderà di confermare espli­citamente il carattere di sinistra del suo ministero. Presenta quindi un
Luigi Ferrari, per decidere la condotta da tenere nei confronti del governo Giolitti (e per prepararne la successione). A questo incontro presero parte: Fortis, Mario Panizza, Marcora, Nunzio Nasi, Ghigi, Aggio, Colosimo, Vischi, Stelluti-Scala, Rossi-Milano, Sacchi, Galeazzi, Luigi Rossi, Tasca-Lanza, Pais-Serra, Lodovico Fulci, Camagna, Luigi Ferrari, Ronchetti, Paternostro, Severi, Borruso, De Luca. La Lombardia, 16 ottobre 1893, La riunione dei legalitari. Bologna, 15 ottobre 1893. Dopo questa data si perdono le tracce di questo gruppo parlamentare che non sembra essere riuscito a fornire ai suoi membri una vera coesione politica. Si ricordi infine che all'epoca dei fatti i gruppi parlamentari non avevano nessuna struttura effettiva e nessun riconoscimento ufficiale da parte della Camera.
**) Ap Camera, XX Legislatura, T sessione, Discussioni, Tornata del 4 luglio 1898, pp. 6424-6425. Vischi aveva presentato il seguente ordine del giorno: La Camera, riconosciuto che il regolare funzionamento delle istituzioni rappresentative dipende dalla chiara delinea­zione dei partiti politici parlamentari, e che il programma di Sinistra, applicato lealmente dal governo, potrà risolvere i problemi politici ed economici imposte dalle attuali condizioni del paese, confida nell'opera del presente gabinetto, e passa all'ordine del giorno. Ivi, p. 6425. Su esplicita richiesta del presidente del Consiglio Pelloux, che ritiene prematura una discus­sione politica sull'indirizzo del governo, Vischi ritira il suo odg. (/w, p. 6428).