Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <1999>   pagina <419>
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Il Partito Democratico Costituzionale Italiano 419
in questa occasione non tentino,106) dopo solo un mese e mezzo dalla scomparsa di Zanardelli, di dare a Giolitti un segnale politico in senso laicista.
L'approssimarsi delle elezioni con la conseguente preoccupazione di soddisfare questa o quella richiesta locale,107) la valutazione di alcuni che inimicarsi l'elettorato cattolico non convenga ai fini della vittoria, lo smar­rimento iniziale seguito alla morte del leader carismatico rendono difficile l'attuazione pratica dei pur presenti motivi accentuatamente laicisti.
L'importanza dell'appoggio cattolico è confermato, per es., dalle note vicende elettorali del 1903-1904 di Ciappi,108) dell'ex-massone Antonio Teso109) e da quella di Faelli. In quest'ultimo caso si può parlare, nei comizi
,065 H. ULLRICH, // declino del liberalismo lombardo cit., p. 209, sostiene, invece, che il partito zanardelliano dopo il 1903, non era riuscito [...] a far adottare nella sua integrità il programma zanardelliano.
,07) Si è potuto constatare l'impegno a livello locale osservando il cospicuo ruolo dei democostituzionali nelle amministrazioni: comuni e provincie. Ricoprire la carica a livello amministrativo significa, oltre che allenarsi in vista della elezione al Parlamento, avere un legame stabile con gli elettori del proprio collegio o mandamento. Sull'importanza delle amministrazioni locali si vedano gli scritti di ROBERTO RUFFILLI tra il 1965 e il 1974, pubblicati, dopo la sua tragica scomparsa, nel volume Istituzioni, società e Stato. Scritti di politica e di storia di Ruberto Ruffilli, a cura di GIULIANA NOBILI SCHIERA, voi. I, Il ruolo delle istituzioni amministrative nella formazione dello Stato in Italia, a cura di MARIA SERENA PlRETTI, Bologna, D Mulino, 1989, passim. Vedi anche GUIDO FORMIGONI, 1 cattolici deputati (1904-1918). Tradizione e riforme, Roma, Studium, 1988, pp. 62-63; MAURIZIO RlDOLFI, Il P.S.I. e la nascita del partito di massa 1892-1922, Bari, Laterza, 1992, pp. 64-79, 125-132; CLAUDIO BESANA, Economia e politica in Lombardia nell'età giolittiana. Composizione, azione parlamentare e cultura economica della deputazione lombarda negli anni della trasformazione strutturate della regione, in Archivio storico lombardo. Giornale della Società storica lombarda, a. CXLX (1993), serie undicesima, voi X, pp. 188-189; M. S. PlRETTI, Mostrare i denti. Il notabilato come forma del controllo del governo. Il caso dell'Emilia Romagna 1861~1919, in Rivista di storia contemporanea, a. XXII (1993), fase IV, ottobre-dicembre, pp. 541-568; LUIGI MUSELLA, Individui, amici e clienti. Relazioni personali e circuiti politici in Italia meridionale tra Otto e Novecento, Bologna, Il Mulino, 1994, pp. 188-192; e VINCENZO G. PACIFICI, La provincia nel Regno d'Italia, Roma, GiE.L, 1995, pp. 536-546.
i) GIOVANNI CORRADINI, Liberali e cattolici nelle Marche 1900-1915, con introduzio­ne di G. SPADOLINI, Urbino, Argalia editore, 1970, p. 73, fa risalire alle elezioni suppletive del 1903 di Ciappi, nel collegio di S. Severino Marche, la prima alleanza politica tra liberali e cattolici. In una relazione del 15 febbraio 1909 alla S.d.S. vaticana, il vescovo di San Severino Marche, Giosuè Biechi, parla di Ciappi come di candidato già di soddisfazione dei cattolici, ASV, Seff. Stalo, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. II, Elezioni politiche, p. 447.
io<9 Teso, già dimessosi dalla Loggia Mameli, venne espulso dall'ordine in seguito ad un discorso elettorale nel maggio 1903, dove, per avere i voti cattolici nel collegio di Vicenza, professò [...] una ripugnanza indicibile per le sette ...f, si augurò (...) la soluzione del dissidio Fra Stato e Chiesa e si pronunciò contro il divorzio F. CORDOVA, Massoneria e politica cit., p. 145. Nelle elezioni del 1913 il deputato veneto, non lasciando intrawedere