Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
anno
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1999
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pagina
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434
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434 Antonio Scornajenghi
Non è facile spiegare perché Gallo sia contentissimo e che cosa lo abbia fatto recedere da una posizione che fino a qualche giorno prima pareva irremovibile. Certo, gli ostacoli incontrati sono stati molti, ma il repentino cambio di fronte194) ci porta a riflettere sui reali obiettivi della candidatura e sulla strategia della dissidenza: entrambi appaiono dettati da motivi di visibilità,195) oltre che programmatici.19 La Vita, per es., appoggia la candidatura Gallo, giudicata coerente all'atteggiamento fin qui tenuto dalla dissidenza nei confronti di Gioii tei. Poi però giustifica la rinuncia della candidatura per rispetto verso Biancheri.197) Ciò potrebbe essere vero. Tuttavia, seguendo l'azione del gruppo dalla caduta del secondo Ministero Fortis, essa sembra rivolta ad emergere come componente non trascurabile nella maggioranza giolittiana: prima contribuiscono alla caduta del Ministero presieduto dal politico forlivese; quindi cercano di entrare, senza successo, nella combinazione Sonnino; poi, una volta esclusi, presentano la candidatura Gallo con l'intento di guidare l'opposizione al Governo; infine, tramontata anche questa per volere di Giolitti e dei suoi, si trovano in una posizione, sebbene ancora per poco, paradossale: osteggiano l'ingrato Sonnino da un lato e [...] Giolitti dall'altro.198)
La scelta di campo sarà presto fatta a favore di Giolitti con il quale, naturalmente, esiste una maggiore comunanza programmatica. Proprio alcuni uomini del P.D.C., Gallo, Cocco Ortu e M. Ferraris, concorreranno alla caduta del fragile Ministero Sonnino nel maggio 1906. Non solo. Gallo e Cocco Ortu entreranno a far parte del terzo Ministero Giolitti, l'uno alla Giustizia e l'altro all'Agricoltura. Da ciò si può ipotizzare che la rinuncia di Gallo alla candidatura alla Presidenza della Camera sia stata favorita dalla promessa di questo importante dicastero in previsione di un futuro, e non lontano, ritorno di Giolitti.
l94> Fino al 3 marzo la candidatura Gallo era ancora fortemente sostenuta dai dissidenti , come fa sapere uno di essi, Wollemborg, in un'intervista, Per la Presidenza della Camera, in L'Adriatico, 4 marzo 1906.
195) Nello stesso articolo, il deputato veneto si dichiarava soddisfattissimo dell'azione del suo gruppo, aggiungendo che se i giolittiani vorranno unirsi a noi, tanto meglio* altrimenti la nostra condotta sarà quella di far conoscere agli altri gruppi la nostra potenzialità.
,96) Jl richiamo dei dissidenti alle riforme democratiche zanardelliane, sostanzialmente deluso sia da Giolitti, che da Fortis costituisce certamente motivo di ostilità nei confronti di entrambi.
,97) ha presidenza all'on. Biancheri, in La Vita, 4 marzo 1906.
19*) Chiacchiere di Montecitorio, in Caffaro, 8 marzo 1906.