Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
anno
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1999
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436 Antonio Scornajenghi
entra anche una nutrita schiera di democostituzionali, ben 5. Essi assumono 3 importanti Dicasteri: il già ministeriale20(9 Massirnini le Finanze e gli exdissidenti207) Gallo la Giustizia e Cocco Ortu l'Agricoltura Industria e Commercio; e due sottosegretariati: il già filo-governativo Fasce il Tesoro e l'ex ribelle Ciuffelli l'Istruzione. Di un accordo pieno dei dissidenti scriveva uno di essi, Paolo Casciani, a Giolitti nel maggio. Dalla lettera Casciani lascia trasparire l'impossibilità di un'alternativa a Giolitti, la necessità di trovare con lui pieno accordo ed anche la volontà di prendere le distanze da qualsiasi cambiamento in extremis all'interno della dissidenza.20) Il rientro del P.D.C. nella maggioranza viene confermato dal voto di fiducia al Governo il 12 giugno 1906,209) anche se non tutti paiono entusiasti.210)
tendenza a destra ebbe il suo consolidamento. G. CAROCCI, Giolitti e l'età giolittiana eit., p. 91.
2 Intendiamo coloro che hanno votato, oltre al terzo Ministero Giolitti, anche i due Ministeri Fortis.
207) Quei deputati che non hanno votato i due Governi Fortis, ma che al ritorno di Giolitti sono rientrati nell'alveo della sua maggioranza.
3*W Gli amici (Gallo, Cocco Ortu) convennero nella necessità di mettersi completamente d'accordo con te. Spero che essi mantengano la linea di condotta stabilita: per parte mia, qualunque sia la tua decisione, io non decamperò da questa linea di condotta che ritengo ispirata a necessità politiche superiori a qualsiasi tendenza di persone. A me questo preme farti sapere*, che da parte degli amici che furono detti dissidenti di Sinistra, l'accordo deve essere mantenuto, altrimenti, essi non interpretano il pensiero nostro. Questo scrivo ora anche a loro. Lettera di Casciani a Giolitti del 21 maggio 1906. ACS, Giolitti-Ronta, b. 25, fase 67.
2Sffi Alla votazione prendono parte 363 deputati, di cui 262 votano si e solo 98 no. I democostirazionali presenti sono 44, di cui 15 ex-dissidenti (indicati con un asterisco) e 29 già ministeriali, e danno tutti la fiducia: Astengo, Botteri, Carboni Boj, Carcano, Casciani*, Cassuto, Casuglioni, Castoldi, Cavagnari, Ciappi*, Ciuffelli*, Cocco Ortu*, Compans, Cornaiba, Cortese, Da Como, De Michele Ferratitclli, di Rudinl Carlo, Faelli, Falaschi*, Fasce, Ferraris M.*, Fiambcrti, Galimberti*, Gallini*, Gallo*, Gorio, Graffagni, Guastavino, Massirnini, Meschini*, Pais Serra, Pastore, Pistoia, Podestà, Quistìni, Sili*, Sinibaldi*, Talamo*, Targioni, Tecchio, Teso*, Vendramini e Wollemborg*. Cinque dissidenti, manifestatisi contro il secondo Governo Fortis e a sfavore dell'o.d.g. M. Ferraris contro Sonnino, risultano assenti' Bottacchi, Cernili, De Michétta Mazziotti e Petroni. Insieme ad essi sono assenti i ministeriali Di Stefano e Scano e i dissidenti Pulci Nicolò e De Nobili, già non presenti nella votazione sull'o.d.g. M. Ferraris. Ap, Camera dei deputati, Discussioni, Legislatura XXII, tornata del 12 giugno 1906, pp. 8360-8362. Sono defunti tra il 1905 e 1906: Bonardi, Sorani e Beno.
210 per es. Galimberti. E. MAN A, La professione di deputato cit, p. 201, ma, forse, anche i sette dissidenti assenti.