Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <1999>   pagina <437>
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II Partito Democratico Costituzionale Italiano 437
Conclusioni
Con l'entrata nel terzo Ministero Giolitti anche di tre esponenti della corrente ribelle, si conclude il breve periodo che ha visto una parte del gruppo all'opposizione, e si conferma la difficoltà, a Sinistra, di un'al­ternativa alla politica giolittiana di governare dal centro con oscillazioni [...] ora in senso conservatore, ora in senso progressista ,211) con una, invece, d'indirizzo spiccatamente liberal-democratico. Le difficoltà per gli zanardel-liani sono almeno tre: il prevalere in essi di considerazioni localis fiche a scapito di un'organizzazione nazionale della politica,212) la mancanza di una leadership in grado di sopire il ripullulare di ambizioni personali e l'impossibilità di dare al partito una connotazione fortemente laicista per il peso crescente che dal 1904 vanno assumendo i cattolici nella vita politica italiana.
Si tratta di vedere quale influenza abbia avuto un numero così alto di democostituzionali al Governo, ben 3 ministri e 2 sottosegretari, nella politica del terzo Ministero Giolitti Quale ruolo questa presenza abbia giocato nella nascita delle alleanze laiciste e anticlericali tra liberali di Sinistra ed Estrema Sinistra,213) che si hanno nel periodo 1905-1914 in diverse città.214) Quale peso abbia avuto la Massoneria, alla quale diversi deputati del P.D.C. sono, o furono iscritti,215) come collante di questi accordi. Si tratta di
2,i) A. AQUARONE, L'Italia giolittiana cit, p. 267. Di giolittismo camaleontico scrive M. S, PlRETn, Le elezioni politiche in Italia dal 1848 a oggi, Bari, Laterza, 1995, p. 131.
2,3 Fra le cause che contribuirono alla mancata organizzazione dei liberali in uno o più partiti ci furono: il carattere fortemente regionale della politica italiana, il sistema eletto­rale collegio uninominale con ballottaggio e il Regolamento interno della. Camera dei deputati. H. ULLRICH, La classe politica cit, t. 1, pp. 27-31; A- AQUARONE, LI tali a giolittiana cit, pp. 438-439 e 444-445, e P. L. BAUJNI, La Destra mancata cit, pp. V1ATL
2I3> I cosiddetti blocchi liberali popolari. L'espressione è di H. ULLRICH, Variamento, partiti, elezioni, in MANLIO BRIGAGLI A (a cura di), L'origine dei partiti nell'Europa contempora­nea, Bologna, Il Mulino, 1985, p. 295.
?WJ Ci riferiamo alla presenza, non trascurabile, di consiglieri comunali democratico costituzionali a Roma e Firenze e in altre città sottolineata da H. Ullrich nei suoi contributi
215> Tra essi figurano Bottacchi, espulso nel 1897, Carcano, Cassuto, Cocco Ortu, Facili, Fui ci Nicolò, Gallo, Pais Serra, Sinibaldi, Tecchio, Teso, espulso nel 1903, e Wollcm-borg. ALDO A. MOLA, Storia delta Massoneria italiana dall'Unità atta Repubblica, Milano, 1976. Muova ed. Storia della Massoneria. Dalle origini ai giorni nostri, Milano, Bompiani, 1992, passim, e K. CORDOVA, Massoneria e politico cit, passim. Sull'espulsione del fratello attivo Giuseppe Bottacchi, precedente al nostro periodo, ivi, p. 164.