Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
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1999
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447
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Libri e perioditi 447
GIAMPIERA ARRIGONI, ha Jìdatisstma corrispondenza. Un ignoto reportage di Johann Ja-kob Bachofin da Roma nel periodo della Rivolutone romana (1'848-1849) Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1996, in 8, pp. 153. S.p.
Il processo risorgimentale nel quale, tra la realtà delle piccole patrie e l'afflato nazionale, l'Italia cercava la propria strada verso l'unità statuale appassionò gli uomini di cultura di altre nazionalità che, a vario titolo, in esso vennero coinvolti. Un posto a parte, in tale particolare partecipazione alle sorti delle vicende italiane ha avuto, come è noto, la comunità degli studiosi di lingua tedesca, che nella riflessione sull'origine e sullo sviluppo della loro nazionalità avevano finito per porre attenzione al popolo erede della Roma antica e medioevale, alle istituzioni del diritto romano e alla Chiesa cattolica.
Sembra, comunque, che non sempre siano state valorizzate appieno le testimonianze che questi uomini, spesso raffinati, colti e dotati di acume politico hanno lasciato dietro di sé. E giunto opportuno, dunque, il convegno che, presso l'Istituto Storico Germanico di Roma nei giorni 28-30 maggio 1998, ha potuto raccogliere molti e interessanti contributi scientifici intorno al tema Deutsches Ottocento Die Deutsche wahrnehmung Italiens im Risorgfmento. Tanti sono stati gli stimoli alla ricerca suggeriti dalle relazioni che hanno proposto alla riflessione le esperienze dei viaggiatori, giunti in Italia per diletto o per studio (di essi hanno riferito C. Thoenes e A. Esch), e dei residenti nelle istituzioni di lingua tedesca (soprattutto sui romani si sono soffermati C. Blank, A. e D. Esch), mentre un quadro più esplicitamente politico è emerso dallo studio dell'eco delle vicende italiane sulla stampa tedesca, secondo le indicazioni di J. Petersen.
In tale contesto, un posto a parte occupa sicuramente Roma, crocevia di viaggi, esperienze e relazioni politiche; la Roma, soprattutto, degli anni Quaranta dello scorso secolo, nel momento in cui il Risorgimento italiano stava per imboccare la via decisiva verso il processo unitario. Tra i personaggi più noti della cultura tedesca che conobbero l'Italia risorgimentale, F. Gregorovius, A. von Reumont, E. Braun e W. Henzen, furono presenti a Roma durante le vicende del 1848-49. Con loro a Roma furono anche Burckhardt e Bachofen, uomini di spirito conservatore, ma tra loro assai differenti come messo in luce dall'acuto contributo di B. Roek al convegno dell'Istituto Storico Germanico.
E proprio su quest'ultimi due si è riacceso recentemente l'interesse degli studiosi: al centenario di Burckhardt la rivista Studi Storici ha dedicato alcuni saggi di M. Ghelardi, S. MCiller e M. Sieber; al Bachofen, invece, G. Arrigoni ha dedicato un volume con la pubblicazione di tredici interessanti corrispondenze da Roma, comparse sul giornale Basler Zeitung nel periodo tra il 15 novembre 1848 e il 31 marzo 1849, al Bachofen definitivamente attribuite dall'Autrice.
Si tratta di un lavoro, questo della Arrigoni, accurato e importante. Certo, l'attenzione viene attirata, in primo luogo, dal percorso con il quale, utilizzando elementi intemi ed estemi al testo, con raffinata filologia, l'Autrice identifica in Bachofen Fa nomino autore delle corrispondenze uomo colto, ironico, conoscitore del diritto e della scienza politica, protestante e conservatore, ammiratore della concezione teocratica. Identificazione che sembra ottenere consensi anche nel mondo culturale tedesco, come emerge dalla citata relazione di Roeck e dalla recensione che al volume ha dedicato J. Petersen su Quellen und Forschungen. Tuttavia, nell'arti-