Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <1999>   pagina <455>
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Libri e periodici 455
dell'insegnamento dalla religione cattolica nelle scuole elementari, da sostituire eoa una storia comparata delle religioni. A proposito di questo aspetto viene marginal­mente trattata anche la vicenda dell'Unione Donne Cattoliche Italiane, per la quale si rimanda ai lavori di Cecilia Dau Novelli, sorta nel 1909 in contrasto con il CNDI, artefice la principessa Cristina Giustiniani Bandini, proveniente da una delle famiglie più legate al pontefice. La caratteristica principale dell'Unione fu quella di rivolgersi al ceto medio che, rimanendo cattolico, sottolineava la Bandini, avrebbe positivamente influenzato le classi più umili. Tornando al Consiglio, aspetto pecu­liare fu l'intensa attività svolta riguardo all'emigrazione, con l'istituzione di una ap­posita sezione e di ispettrici viaggianti per una accurata definizione del fenomeno. Esso prese anche una vivace posizione interventista a si batté per il servizio civile delle donne in guerra. Si fa notare in fine l'allineamento al regime e l'adesione a temi cari al fascismo quali l'educazione alla coscienza nazionale.
Il terzo capitolo sul secondo torneremo più avanti è dedicata all'Unione Femminile, associazione di area socialista, nata a Milano nel 1899 per iniziativa di Ersilia Majno Bronzini, già inserita, con il marito Luigi, nell'ambiente filantropico e illuminato del capoluogo lombardo, amica personale di Filippo Turati e Anna KuEsciofE II gruppo fu a fianco del partito socialista nella lotta per la ri­forma assistenziale e per la legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli. Profuse il suo impegno per migliorare la condizione delle donne nelle fabbriche, nei campi e in famiglia; propugnò l'istruzione aconfessionale e la coeducazione dei sessi; si pose inoltre il problema del personale domestico promuovendo una campagna per la tu­tela, l'istruzione e la moralità. L'Unione, che ebbe un'intensa attività fino al dopo­guerra, cercò una possibile ma difficile intesa con il fascismo fino ad arrivare allo scioglimento nel 1939.
Il quarto ed ultimo capitolo tratta della FILDIS, la Federazione Italiana Lau­reate Diplomate Istituti Superiori, nata negli anni Venti come affiliazione dellTFUW (Federazione intemazionale donne universitarie) fondata nel 1919. In questa ultima parte la trattazione risulta più generica e meno puntuale nell'analisi anche se emerge con chiarezza la finalità dell'organizzazione nel promuovere la collaborazione tra donne di elevata istruzione, al di sopra di ideologie politiche, credo, razza e nazio­nalità per il fine della pace e della cooperazione tra i popoli. L'associazione soprav­visse fino al 1935 quando i contrasti con il regime, legati soprattutto alla preclu­sione di numerose cariche, la portarono ad un autonomo e dignitoso scioglimento.
Il secondo capitolo interrompe lo sviluppo tematico del testo per occuparsi trasversalmente dell'attività delle diverse associazioni femminili rispetto al diritto di voto; se ne ripercorrono le proposte, le lacerazioni e le delusioni fino alla legge sull'ammissione delle donne all'elettorato amministrativo pubblicata nella Gaietta Ufficiate del 9 dicembre 1925. Come è noto, la legge non entrò mai in vigore a cau­sa della riforma amministrativa del '26 che travolse le speranze femminili per tutto il periodo del regime e fece gridare alla truffa.
Come già può intendersi da questa breve analisi, il volume della Taricone è denso di spunti interessanti; appare chiaro quanto ampi e diversificati siano gli am­biti nei quali è stato attivo l'associazionismo femminile. Si possono intravedere am­bienti, personalità, intrecci con la politica, contrasti e spaccati sociali. Il lavoro tradi­sce però in parte le aspettative rimanendo in larga parte analitico, senza riuscire a