Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <1999>   pagina <456>
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456 " Libri e periodici
dare un quadro di sintesi che faccia cogliere le linee evolutive del fenomeno. Manca completamente di riferimenti archivistici che consentano di utilizzare la ricerca per ulteriori approfondimenti.
Lo sforzo compiuto dall'autrice è comunque lodevole per aver riaffermato l'importanza di questo filone storiografico vasto e denso di implicazioni, nell'ambito del quale sono stati compiuti incoraggianti passi in avanti, per aver individuato un percorso, per aver richiamato l'attenzione su argomenti praticamente ignorati fino agli anni Ottanta, per aver accumulato un considerevole materiale. Su queste pre­messe l'associazionismo femminile può facilmente uscire dal ghetto e diventare un tassello, a pari dignità con tanti altri, della nostra storia nazionale.
Un'ultima riflessione si impone guardando la pur vasta bibliografia che con­clude il volume: è palesemente una bibliografia al femminile; una storia delle donne scritta dalle donne, quasi che sia sconveniente per uno studioso occuparsi di tale argomento. Volendo rimanere su un piano storiografico, senza entrare in questioni psicologiche, è probabile che remore maschili nascano dal fatto che gli studi fini qui condotti, come quello in oggetto, abbiano ancora un impianto narrativo e un intento latamente rivendicativo.
STEFANIA MAGLI ANI
DONATO D'URSO, I Segretari generali del Ministero dell'Interno, prefazione di Enrico Gustapane; Alessandria, Boccassi editore, 1997, in 8, pp. 208. S.p.
In questo nuovo libro di D'Urso, corposo ed articolato più dei precedenti pre­sentati, la parte più originale e interessante osserva opportunamente nella prefa­zione Enrico Gustapane è rappresentata dalle biografìe dei segretari generali del Ministero dell'interno, dalle quali emergono due dati di grande importanza. In primo luogo, risulta che, durante il periodo liberale, le migliori intelligenze della borghesia italiana si dedicarono all'attività amministrativa, specialmente nella carriera prefettizia. In secondo luogo, sono documentati, con la concretezza resa possibile dal metodo biografico, le difficoltà e i problemi che quegli alti funzionari affrontarono per co­struire lo stato unitario.
Le figure dei 19 grands commis, che in tempi diversi e con non pochi ritomi co­prirono il fondamentale ufficio, da Guido Borromeo a Giovanni Della Rocca, l'ultimo prima della istituzione del Sottosegretario di stato, l'organo, che in chiave squisitamente politica ne ereditò nel 1888 i compiti, sono ricostruite con sobrietà e con l'indicazione della bibliografia essenziale.
Davvero, in sede di analisi obiettiva, non possono mancare riserve ed obiezioni sugli uomini, sulla loro preparazione e, in alcuni passaggi, sulle loro attitudini, ma è certo che solo con loro ed attraverso loro fu possibile costruire le fondamenta di quella amministrazione nazionale, capace di reggere per oltre 130 anni ed oggi conte­stata spesso a torto.
VINCENZO G. PACIFICI