Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <546>
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846 'Giovanni Sforza
e prospere che ora non sono. Le vittorie degli Ungaresi, i moti della Boemia (posto che si verifichino) hanno d'assai peggiorate le sorti dell7Austria, e quindi debbono renderla più arrendevole ai tfM e alle domande del nostro Gabinetto.
Anzi io sono inclinato a erodere che se non succedono nuove mutazioni favorevoli all'Austria non sarebbe impossibile di ot­tenere oltre Parma e Piacenza una parte della Lombardia* so­prattutto se si offre ad essa Austria l'allettativo efficace di un buon trattato di commercio. L'Austria, trovandosi in circostanze difficili, sarà tanto più disposta a largheggiare quanto iu il Piemonte si mostrerà deciso a mantenere i proprii interessi; perchè il temporeggiare, che a noi non può nuocere, riuscirebbe funesto al nemico.
Io diedi già un cenno a V. E. dell'intenzione che aveva il Governo Francese di occupare qualche posto in Savoia, o nella Contea di Nizza. Non occorre le aggiunga che io fui semplice Uditore di tale proposta e mi guardai di avvalorarla col menomo segno d'approvazione. Credo però che dopo il contegno mode­rato dell'Austria, dopo le condiscendenze del Maresciallo Ra-detzki, dopo i casi d'Ungheria e di Boemia, che sono torse la causa principale di tali condiscendenze, dopo in fine la pacifi­cazione di Genova, la Francia avrà deposto il pensiero della detta occupazione; la quale, del resto, doveva esser fattoi col pieno assenso del Governo Sardo, salvo il caso d'un'invasione Austriaca che compromettesse direttamente gli interessi francesi. Ne' miei precedenti dispacci ho pur fatto parola a V. Ul di quanto dissi al Signor rouyn de Lhuys intorno a una spe­dizione del Piemonte in Toscana e della risposta soddisfacente, benché riservata, che ne ricevetti. La pacificazione di Genova, la fiducia e l'entusiasmo che le divisioni del generale La Mar-mora debbono aver ricavato dalla viMdi ìa prossimità dei-luoghi, lo sfacelo che va sempre crescendo nel Governo To­scano, mi pare che renderebbero opportunissima tale impresa, la renderebbero accetta alla Francia, all'Inghilterra, all'Austria medesima (come quella che dovendo guardare la Lombardia è impacciata a farla colle proprie armi) e agevolerebbe le condi­zioni onorevoli di pace a cui aspiriamo. Il Piemonte può an­cora ripigliare l'ufficio di Governo conservatore e moderatole di tutta Italia, e soffocando la demagogia nimucciosa imirunila centrale* acquistar nuovi titoli alla gratitudine di tutta Europa.