Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno <1999>   pagina <487>
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Ferdinando II re delle Due Sicilie: la gestione del potere 487
Ferdinando (come sembra che avesse scritto a chiare lettere allo zio) rifiutò di cacciarsi in quella politica giacobinesca per la quale il suo popolo si era mostrato più volte traditore verso i suoi re.
La Libertà è fatale alla famiglia dei Borboni avrebbe replicato esponendo la sua filosofia del potere , e per me sono deciso ad evitare ad ogni costo la sorte di Luigi XVI e dì Carlo X. H mio popolo obbedisce alla forza e si curva; ma guai se si rizza sotto l'impulso di quei sogni che sono così belli nei sermoni dei filosofi e impossibili in pratica. Con l'aiuto di Dìo, io darò al mio popolo la prosperità e l'amministrazione onesta a cui ha diritto; ma io sarò re, io sarò re solo e sempre... H mio popolo non ha bisogno di pensare: mi incarico io del suo benessere e della sua dignità. Noi non siamo di questo secolo. I Borboni sono vecchi, e se volessero calcarsi sul modello delle dinastìe nuove, sarebbero ridicoli. Noi faremo come gli Asburgo. Ci tradisca pure la fortuna, ma non ci tradiremo da noi!
Che il re non fosse propenso a concessioni costituzionali risulta da fonti più controllabili. Lo assicurò all'ambasciatore austriaco nel gennaio 1831, dichiarandosi decisissimo a non prestarsi a un sistema che non avrebbe altra conseguenza oltre quella di coprire il paese di stragi e di sangue ;9) lo confermò di li a poco, nel febbraio, al principe di Cassaro, suo ministro degli Esteri.10)
Esclusa la via di riforme in senso liberale, che a suo avviso avrebbero portato inevitabilmente alla costituzione, restava la volontà di far funzionare al meglio lo Stato assoluto. La esclusiva fiducia in se stesso, denunziata dal Metternich, la presunzione di richiamare unicamente su di sé la cura del benessere e della dignità del suo popolo, ebbero attuazione concreta con due iniziative prese all'inìzio del regno, che a nostro avviso distinguono la gestione del potere di Ferdinando II da quella dei suoi predecessori, cioè l'istituzione della segreteria particolare e i viaggi nelle province.
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La real segreteria particolare alla immediazione di Sua Maestà, stabilita a due mesi dall'ascesa al trono, con decreto dell'I 1 gennaio 1831, non fu,
*> A quesito punto l'ordinando esprimeva la sua piena adesione al sistema politico mantenuto in Italia dal Mettermeli.
*J II- MOSCATI, Ferdinando 11 dì Borboni cuv, p. 18.
>) COKÌ il principe rifed le parole del re: .in lascerei la cotona, abbandonerei Napoli piuttosto che sottoscrivere a una costituzione; nello stato arretrato di civiltà di questo paese, esita non avrebbe altro risultato clic quello di incoraggiare eccessi e disordini nel regno, facendolo piombare in un mare di guaì*: //;/ p. 22.