Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno <1999>   pagina <494>
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494 Alfonso Scirocco
L'abate perse la carica nell'aprile del 1841, perché consigliò male il re nella questione degli zolfi, sorta nel 1838 per la concessione ad una compa­gnia francese della privativa per la vendita degli zolfi siciliani. Il governo inglese pretese la rescissione del contratto, ritenendo danneggiati gli interessi dei suoi sudditi, senza ottenere soddisfazione. Ne nacque un contrasto. L'Inghilterra nel gennaio 1840 assunse un atteggiamento minaccioso, giun­gendo fino a intercettare le navi napoletane, e il conflitto fu composto con la mediazione della Francia. Il principe di Cassaro, ministro degli Esteri, che aveva impegnato la sua parola con l'ambasciatore inglese nella veduta di un accordo, si dimise quando si trovò di fronte alla intransigenza del re, e fu obbligato a ritirarsi nei suoi possedimenti a Foggia;26) il Caprioli, che aveva incitato Ferdinando alla resistenza conclusa in maniera umiliante e stava assumendo un atteggiamento invadente, nel 1841 fu allontanato prima dal Consiglio e dopo qualche mese dalla segreteria, e confinato alla Consulta come vicepresidente.27) Nelle due cariche gli succedette Leopoldo Corsi, di cui diremo in seguito.
Nel suo Diario il Caprioli aveva espresso giudizi fortemente negativi sui ministri, a suo dire non all'altezza delle circostanze, e sul decadimento del governo, privo di unione e di dignità. La disistima che accompagnò i ministri di Ferdinando II, soprattutto negli anni Quaranta, fu la conseguen­za della gestione personale del potere inaugurata dal re. La sua presenza costante e ingombrante, l'abitudine di trattare gli affari all'insaputa dei responsabili dei ministeri e di decidere senza consultarli o al contrario di quanto era stato deliberato, esautorò i suoi collaboratori, che apparvero inetti ed inefficienti agli occhi dei diplomatici stranieri e dell'opinione pubblica. Mediocri lo erano effettivamente. Non ci fu tra loro una figura che spiccasse per prestigio personale, come era avvenuto col Medici. Era proprio questo ciò che Ferdinando non voleva, la presenza nel governo di un uomo capace di coordinare l'attività dei ministri e di agire con autono­mia nell'ambito delle scelte politiche di fondo.28) Volendo mantenere nelle
9 Si veda VINCENZO GIURA, La questione degli >fft siciliani 1838-1841, Genève, librairic Dtox (ma Napoli, Istituto Italiano per la Storia dei Movimenti sociali). 1973, e la bibliografia ivi citata.
27) Decreto del 15 aprile 1841. Sulla Consulta, organo di controllo amministrativo sen­za importanza politica, G. LANDI, op. (il., pp. 448-468; le vicende del 1821-22 relative alla sua costituzione in RAFFAELE FfiOLA, L* Consulte di Stato nelle Sicilie, in Cito, a. XX11 (1986), o, 1, pp. 23-49.
**> A- SCIROCCO, Dalla seconda restauratone CÌL, p. 701.