Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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496 Alfonso Scirocco
inadempienza dell'amministrazione statale erano ingiustamente addebitate principalmente ai ministri.
L'incapacità dei ministri, l'immoralità degli uni, l'infingardaggine e l'ignoranza degli altri sono conosciute da tutti riferiva l'ambasciatore austriaco nell'aprile '47 e siccome si sa come il re li giudica lui stesso e il poco conto che ne fa, non si crede di mancare di riguardo al governo nel vilipendere l'azione ministeriale.31)
In un momento cruciale quale fu il '47, mentre l'Italia era turbata dalle agitazioni per le riforme seguite alla elezione di Pio IX, a Napoli bastava prender conto della loro età per essere scettici sull'efficienza dei ministri. Era sessantenne il Santangelo, vicino alla settantina Del Carretto, erano settantenni il presidente del Consiglio, marchese di Piettacatella, molto malandato in salute, e il ministro della Giustizia Parisio, era settantaquattrenne il ministro degli Esteri, principe di Scilla, mentre erano ottantenni il ministro delle Finanze Ferdinando Ferri e il direttore della Guerra, generale Garzia. Ed erano impietosi i giudizi dei diplomatici.
Tuttavia la responsabilità del re non sfuggiva agli osservatori
Concentrando non solo il potere, ma anche l'azione del potere, il re notava nel giugno del 1847 l'ambasciatore piemontese a Napoli inutilizza i suoi ministri, che cosi paralizzati non hanno più l'energia e l'indipendenza necessarie per dare della vitalità ai loro subordinati. Il re va oltre il suo scopo, e non volendo avere dei ministri, non ha né ministri né impiegati. Benché non si possa negare al re giudizio e buona volontà aggiungeva è notevole come egli abbia inclinazione per la mediocrità: nessun uomo di merito intorno a lui, nessun talento che emerga... Vuole primeggiare sul suo entourage per il sapere tanto che per il potere, con ciò non è né attivo né lavoratore, e ama l'assolutismo per il piacere di comandare, e non per il piacere del lavoro... Gli affari correnti non hanno luogo per mezzo di relazioni di ministri, ma per iscritto e con l'intermediazione del segretario particolare (Leopoldo Corsi), uomo completamente nullo. Quelli che rivestono una certa importanza debbono essere portati al Consiglio di Stato, e il Consiglio, per le frequenti assenze del re, non si riunisce che trenta-quaranta volte all'anno, le pratiche allora sono accumulate, le sedute durano a volte otto-dieci ore, e, per mancanza del tempo necessario, molte pratiche restano anni interi nel portafoglio dei ministri senza poter essere riferite.32)
*.i Rapporto dello Schwar/.cnberg, Napoli 2 aprile 1847: R. MOSCATI, Appuntì t documenti su i rapporti austro-napolitani alta vigilia del '48, io Annuario del R. Istituto Storico italiano per l'Età Modèrna e Contemporanea, voi. TV, 1938, Bologna, Zanichelli, 1940, p. 99.
32} Rapporto del conte di San Marnano, Napoli 30 giugno 1847: ROMOLO QUAZZA, Il 1847 a Napoli nelle relazioni di due diplomatici piemontesi, in Convivium, a. XIII (1941), n. 4, pp, 415-416.