Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
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1999
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500 Alfonso Scirocco
E qui richiamiamo l'attenzione sulla caratteristica che rende questi viaggi un modo della sua gestione del potere. Ferdinando non si fa accompagnare dai ministri Con lui troviamo secondo i momenti uno dei fratelli, dopo il matrimonio la regina e qualche figlio, l'inseparabile segretario, il Caprioli o il Corsi, un paio di generali, gli aiutanti di campo; raramente qualche altra persona, ma sempre senza incarichi ufficiali. Mancano accanto a lui i responsabili del governo. Ferdinando vuole che le provvidenze emanino dalla figura del monarca nell'esercizio esclusivo delle prerogative reali. La sua azione non è rivolta a integrare e potenziare nella sua funzionalità la macchina dello Stato, che risulta scavalcata, e quindi viene discreditata agli occhi del paese e dei governi esteri. Senza modificare le istituzioni, Ferdinando svuota lo Stato amministrativo degli aspetti significativi che lo rendono una versione temperata dell'assolutismo, in cui ai corpi intermedi déQ?ancien regime sono subentrate le leggi e la burocrazia.
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Quando il re si allontana da Napoli scattano una serie di misure per evitare vuoti di potere. Nel 1836, come abbiamo visto, recandosi all'estero, Ferdinando lascia nella capitale come alter ego il Caprioli: nei viaggi nell'interno del regno il segretario lo accompagna. Nessuno riceve una delega particolare: dovrebbero funzionare regolarmente gli organi centrali dell'amministrazione, con le limitazioni imposte dalla mancanza del sovrano. Abbiamo ritrovato le Istruzioni sanzionate da Sua Maestà durante la sua breve assenna dalla capitale per il 1832 e il 1833.42) Volendo che l'andamento del governo non soffra alcun ritardo, e che gli affari che interessano i nostri amatissimi sudditi siano spediti con quella regolarità e celerità che si conviene, il re stabilisce che i ministri proseguano nell'esercizio delle loro attribuzioni, astenendosi dal consegnare i rapporti (solo il ministro della Polizia invierà assicurazioni sulla pubblica tranquillità); che si riunisca il Consiglio dei ministri; che per affari urgenti si riunisca e deliberi il Consiglio di Stato, il quale è anche autorizzato a dar corso alle condanne a morte (sottoposte di regola alla decisione sovrana) nel caso di misfatti atroci che richiedono esemplare punizione, mentre deve sospenderle negli altri casi; il
3> Le Istruzioni del 10 luglio 1832 e del 7 aprile 1833 (queste precedute da un breve preambolo), sostanzialmente simili, sono in A.S.N., Archivio Borbone, b. 1092. Si può supporre che anche negli anni successivi siano mantenute le medesime disposizioni.