Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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pagina
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501
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Ferdinando II re delle Due Sicilie: la gestione del potere 5G1
Consiglio non è assolutamente autorizzato a sostituirsi al re nei rapporti con i governi stranieri.
Particolare attenzione è data all'ordine pubblico.
Nel caso di mossa popolare nella capitale prescrivono le Istruzioni si riunirà il Consiglio di Stato e risolverà le misure da adottarsi. Quando le circostanze siano così imponenti che esigano di usarsi la forza il comandante generale delle armi, marchese Nunziante, assumerà il comando della guarnigione, compresa la Guardia reale. Le disposizioni date per il caso di allarme saranno eseguite. In qualunque circostanza che sia turbata la tranquillità di questa capitale il Consìglio di Stato è facoltato a dare tutte le disposizioni che la prudenza suggerirà per calmare i moti popolari qualunque siano, e di adoperare anche la forza militare onde reprimere gl'insorgenti e dar sollecite esemplari punizioni per conservare l'ordine pubblico. Farà uso delle più estese facoltà comprese quelle degl'Alter Ego, che in vigor del presente affidiamo allo zelo dei nostri ministri, ma non è facoltato il Consiglio, anzi gli è vietato di ammettere trattative e secondare qualunque progetto che si faccia in prezzo della tranquillità.
E evidente il timore di un colpo di Stato e la preoccupazione di evitare che Ì rivoltosi strappino ai rninistri intimiditi la concessione della costituzione: timori e preoccupazioni che si attenueranno col tempo.43)
La prassi di non associare i responsabili dei dicasteri alla persona del re durante i viaggi nelle province trova eccezioni per la Sicilia. I rapporti dei Borboni con l'isola, diffìcili nel Settecento, quando dopo molti secoli le province meridionali e quelle siciliane erano state unite sotto una monarchia indipendente, conservando la doppia personalità statale, le due capitali e ordinamenti diversi, erano diventati difficilissimi nell'Ottocento, dopo l'unificazione tra il '15 e il '16 delle due parti del dominio borbonico nel regno delle Due Sicilie.44)
Questo fatto per la Sicilia aveva significato la subordinazione a Napoli, con l'abolizione della costituzione, concessa per necessità nel 1812, e l'estensione
43 Nelle Istruzioni del 1832 si stabilisce: Il Consiglio di Stato anche nello stato di calma in cui sì trovi questa capitale, laddove giudichi di adottar misure di precauzione, potrà farle eseguire sulla traccia di quanto si è adoperato nel 1831, eolie ronde militari e colla più esatta vigilanza, ma non si useranno che per qualche grande circostanza. Di qualunque avvenimento che turbi l'ordine pubblico, se ne darà avviso col telegrafo, con corriere espresso e per via di mare ancora spedendo uno dei reali legni. Queste disposizioni scompaiono nel '33, con l'allontanarsi degli avvenimenti che hanno turbato il vicino Stato pontificio nel '31-32 e del ricordo del tentativo di colpo di Stato dell'Intontì.
<o VINCENZO D'ALESSANDRO-GIUSEPPE GIARRIZZO, La Sicilia dal Vespro all'Unità
d'Italia, Torino, Utct, 1859, parte terza.