Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
<
1999
>
pagina
<
502
>
502 Alfonso Scirocco
all'isola delle istituzioni date al Mezzogiorno dai Napoleonidi e confermate nella Restaurazione. L'introduzione di ordinamenti non nati dalla vita locale, che modificavano profondamente amministrazione centrale e periferica, giustizia, finanze, sembrò ai siciliani dettata da spirito di conquista e da incomprensione delle esigenze dell'isola, e tu all'origine della rivoluzione palermitana del '20. D'altra parte il regno unificato nasceva con limiti e contraddizioni, con la conservazione di alcune forme di distinzione tra le due patti del regno, che non compensavano agli occhi dei siciliani la perdita delle loro antiche prerogative e l'interruzione del processo politico avvenuto durante la presenza del sovrano a Palermo.45)
Ferdinando Et nei primi mesi di regno aveva agito con dinamismo, prendendo una serie di provvedimenti in favore delle province continentali.46) Per la Sicilia i provvedimenti furono meno pronti. Lo stesso giorno dell'elevazione al trono il re nominò luogotenente il fratello conte di Siracusa, inviando subito a Palermo il generale Vito Nunziante: così allontanava l'odiato marchese Ugo delle Favare e appagava l'amor proprio dei siciliani, che si vedevano governati da un principe di Casa reale. Nel preambolo ad un decreto dell'I 1 gennaio 1831 il re giustificò la precedenza data alle province continentali con lo squilibrio nelle finanze seguito alla rivoluzione del '20, ed affermò di attendere dal fratello al suo arrivo nell'isola la proposta dei mezzi più opportuni per renderne prospera l'amministrazione. Intanto, come premessa all'adozione dei provvedimenti annunziati, il 4 gennaio fu nominato un ministro presso la Luogotenenza, e nel marzo si insediò il Siracusa, affiancato dal siciliano principe di Campo franco, già luogotenente dal 1822 al 1824. Quando il re si recò in Sicilia
c'erano tutte le ragioni per ritenere che il governo avesse avuto tempo e modo di individuare i mezzi più opportuni per rendere prospera l'amministrazione dell'isola, secondo il preambolo del decreto dell'I 1 gennaio, e che il re portasse quello che oggi chiamiamo un pacchetto di decreti non meno incisivi di quelli adottati per il Mezzogiorno. Che la prontezza dei provvedimenti fosse nelle aspettative generali è attestato già nel maggio dal ministro degli Esteri francese. Questi, esaminando un rapporto inviatogli da Napoli il 12 aprile, giudica rincrescevole che la presenza di un fratello del re a Palermo non abbia potuto ancora produrre i risultati favorevoli che si attendevano da questa misura e giustifica la cosa con la brevità del tempo. Ritiene, però, che il giovane luogotenente, coadiuvato da un
*9 A. SCIROCCO, Ferdinando il e la Sicilia: gli anni della speranza e della delusione (1830-1837), in / moti del 18'3?'aSiracusa e la Sicilia degli anni Trenta* a cura di Salvatore Russo. Palermo, lùliprint, 1987, p. 17. II aggio, con Io stesso titolo, e pubblicato in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXXIV (1987), fase. Ili, ma senza l'appendice documentaria.
) A. SCIROCCO.. Dalla seconda restaurarne cit, pp. 689-691.