Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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pagina
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503
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Ferdinando li re delle Due Sicilie: la gestione del patere 503
uomo sperimentato come il Campofranco, potrà distinguere le vere cause della miseria di questa parte dei sudditi..., indicarle a S.M. Ferdinando II e provocare dei provvedimenti adatti ad alleviare dei mali da cui sarà più toccato vedendoli più da vicino ... Una testimonianza così autorevole ci fa comprendere l'attesa febbrile che si andò determinando in Sicilia nei primi mesi del 1831, culminata nella certezza di decisioni portate personalmente da Ferdinando II.47)
Perciò la prima visita dei re, dall'I 1 luglio al 3 agosto 1831, suscitò un entusiasmo indescrivibile, di cui abbiamo visto le manifestazioni, attestato unanimemente dai contemporanei: un entusiasmo che lasciò il posto alla più cocente delusione prima ancora che terminasse la visita, quando si constatò che la presenza del sovrano comportava solo la concessione di un'amnistia per reati comuni.
Noi sappiamo che Ferdinando, preoccupato per gli avvenimenti dell'Italia centrale, ancora a giugno non riteneva opportuno allontanarsi dalla capitale, e la partenza per Palermo fu decisa quasi all'improvviso.48) Ciò non toglie che fu leggerezza del re intraprendere il viaggio con l'accompagnamento del fratello principe di Capua, di alcuni generali e del Caprioli senza avere pronto qualche provvedimento popolare.
Né le cose andarono meglio in seguito. Nell'agosto '31, al ritorno del re a Napoli l'ipotesi di introdurre riforme nel regime amniinistrativo della Sicilia fu decisamente avversata dalla maggior parte dei ministri, e nel marzo '32, dopo un serrato confronto a Napoli tra il Campofranco e una commissione di ministri, il Consiglio di Stato confermò inequivocabilmente l'unità delle istituzioni e il rifiuto di ogni forma di autonomia. Furono prese alcune decisioni, formalizzate in decreti, riguardanti, tra l'altro, l'annoso problema delle soggiogazioni e l'abolizione del dazio sulla carne nei comuni non capoluogo di valle, e si cercò di migliorare il funzionamento della macchina burocratica; all'inizio del '33, poi, fu ripristinato il ministero di Sicilia a Napoli: troppo poco per le attese dei siciliani, dal momento che non si allentavano i lacci dell'accentramento e non si provvedeva alle condizioni dell'isola, immersa come affermava nel marzo '33 il luogotenente nella più desolante e spaventevole miseria.49)
La seconda lunga visita del re, dal 18 giugno al 1 agosto 1834, si svolse, quindi, in una atmosfera tesa. Ferdinando fu accompagnato dalla
<7) A. SCIROCCO, Ferdinando II e la Sicilia cit, pp. 20-21.
m K p. 42, nota 14.
40 peri rapporti tra Napoli e Palermo tra il '31 e il 'M,- > pp. 22-32.