Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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pagina
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506
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506 Alfonso Scirocco
incaricato di riferire sugli affari esteri e sulle finanze; alcuni funzionari della Luogotenenza sono posti alla immediazione dei tre personaggi.
Il re si ferma a Messina, Catania, Siracusa (dove visita fortezze e ospedale), Noto (nuovo capovalle, che tributa accoglienze particolarmente calorose); si imbarca a Girgenti. Arriva a Palermo il 27 ottobre. Non man-canOj come sempre, addobbi e illuminazione delle strade, spettacoli teatrali, ricevimenti, giochi equestri, visite ai collegi, distribuzione di maritaggi; Ferdinando passa per le vie principali in cocchio scoperto, tra gli applausi popolari. Ma, e questo è il fatto nuovo, nei resoconti della Cerere (riportati dal giornale ufficiale a Napoli) si comunica che il re darà udienza il lunedì e il venerdì, mentre i ministri la daranno il mercoledì, ed anche negli altri giorni per ascoltare richieste non differibili; si fa sapere al pubblico che il re domenica 28 ottobre ha lavorato successivamente coi tre ministri, che ha stabilito di tenere consigli ordinari il martedì e la domenica dopo la messa; si fanno conoscere le date delle frequenti riunioni del Consiglio di Stato (termine pomposo, che designa il consiglio tenuto con i pochi personaggi presenti in Sicilia).
I provvedimenti del 31 ottobre '37 e del 7 maggio '38 che accentuano la dipendenza da Napoli sono stati decisi nella capitale: ora il re mostra la volontà di conoscere da vicino la realtà siciliana per favorire lo sviluppo della prosperità dell'isola. Nel '38 Messina, fedelissima , ottiene l'università degli studi; per magnanimità reale Siracusa durante la permanenza di Ferdinando è elevata a capoluogo della ripristinata sottintendenza; il 17 dicembre si danno disposizioni sulla rettifica del catasto fondiario, si ordina la costruzione di 37 strade, viene ridotto il dazio sul macino e ne è resa meno gravosa l'esazione; il 19 dicembre si riprendono gli scottanti problemi delle quotizzazioni dei demani comunali e dello scioglimento delle promiscuità, e della censuazione dei beni ecclesiastici di regio patronato.56) La presenza del re, avvalorata da quella dei responsabili di importanti dicasteri, ha dato il frutto tangibile di provvedimenti studiati in loco: come si era sempre desiderato. Che essi non siano quelli sperati è un altro discorso.
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L'associazione visibile di ministri all'adozione delle provvidenze governative* realizzata nel '38 in Sicilia, fu un fatto eccezionale. Restò una
M) Sui provvedimenti per la Sicilia sempre utile LUIGI TOMEUCCI, Appuntì per una storia dell'accentramento burocralico-ammìnUttativo borbonico in Sicilia (1816-1860)* in Archivio Storico Messinese, a. LVII (1956-57), volume speciale, pp. 93-168.