Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno <1999>   pagina <507>
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Ferdinando 77 re delle Due Sicilie: la gestione del potere 507
regola la personalizzazione della guida dello Stato, con le inevitabili riper­cussioni sulla tempestività e sull'efficacia delle decisioni politiche. Gli effetti negativi di questo modo di gestire il potere risaltano nella difficile congiun­tura del 1847. Mentre a Roma, a Torino, a Firenze, si andava intensificando il movimento per le riforme iniziato con reiezione di Pio IX, e la tensione cominciava a dare corpo al sentimento nazionale, a Napoli non si prendeva nessun provvedimento per venire incontro al malcontento ed alle aspetta­tive alimentate dagli avvenimenti che scuotevano l'Italia. Invano il Pietraca-tella, dal 1840 presidente del Consiglio dei ministri, fin dal '46 aveva pro­spettata l'urgenza di attuare le riforme desiderate da tempo. Allora Ferdi­nando II mostrò una totale mancanza di sensibilità politica, che era il portato della eccessiva fiducia in se stesso: non ebbe l'intelligenza del mutare del rapporto tra governo e governati nella penisola, né si pose il problema di muoversi con una nuova strategia nella situazione pericolosa che si andava delineando.
Invece, ritenne sufficiente ripercorrere la vecchia strada per mantenere alta la sua popolarità ed eludere le crescenti aspettative. All'inizio dell'anno, essendosi manifestata una carestia con rincaro e penuria di cereali, contattò personalmente il conte Pietro Ferretti perché facesse acquisti di grano a Livorno, i fratelli Rocca per acquisti in Abruzzo, e il sindaco di Napoli per la distribuzione a prezzi ridotti. L'ambasciatore piemontese riferiva scon-certato: E il re che dirige direttamente il tutto senza l'intermediazione di nessuno dei suoi ministri. Non si tratta di un governo monarchico, si tratta di un governo patriarcale .57)
Quindi, incessantemente sollecito del benessere del regno, ed amando vegliar di persona l'adempimento delle sagge e paterne sue disposizioni (cosi recitava il comunicato ufficiale), dal 16 aprile ai primi di maggio il sovrano visitò il Molise e gli Abruzzi, andando in ferrovia fino a Maddalo-ni, e proseguendo in carrozza per Campobasso, Larino, Termoli, Vasto, Lanciano, Ortona, Pescara, Teramo, Chieti, Aquila, Avezzano, Sora, Teano. Si era fatto accompagnare dalla regina e da uno dei figli, dal segretario Corsi e dal principe di Cormtini, e aveva portato con sé una rilevante somma in contanti, pare ottantamila ducati:58) si confermava la sua volontà di protago-
57) Rapporto del 10 aprile 1847, in ìì. QUAZZA, art. cit, p. 350, nota 4.
5 IJO riferisce l'ambasciatore inglese a Napoli in un rapporto del 21 aprile: F. CURATO, ha situatone interna dille Due Sicilie mi 184? secondo i dispacci degli inviati francese 9 inglese a Napoli, in Studi storici in onore di Gioacchino Volpe, Firenze, Sansoni, 1958, voi. 1, p. 228. La cifra ci sembra troppo alta: si tratta forse di ottomila ducati