Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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pagina
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508
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508 Alfonso Scirocco
nistno, di essere e di apparire l'unico artefice del benessere dei suoi popoli Diede le consuete udienze ad autorità e notabili, si rese conto dello stato delle opere pubbliche in costruzione, fece delle nomine e dei trasferimenti Cose di ben modesta risonanza, se si pensa che nello Stato pontificio il 15 marzo era stata concessa la libertà di stampa, e che il decreto del 19 aprile con cui il papa disponeva l'istituzione di una Consulta aveva causato a Napoli grande emozione, perché si era creduto che a Roma fosse stata data la costituzione!
Nella capitale il re si trattenne poco. Ripartì a metà maggio col solito corteggio, in cui non mancava il Corsi. Questa volta si assentò per due mesi, percorrendo un itinerario complesso. Fu a Foggia, quindi nel Barese, poi a Brindisi; qui si imbarcò sul Tancredi facendo rotta nell'Adriatico fino a Rovigno, dove si incontrò con i parenti asburgici, in vista di legami matrimoniali. Poi discese a Messina, toccando Reggio, Catania, Augusta, Noto, Girgenti, gettando infine l'ancora a Palermo, dove non c'erano più gli entusiasmi del '31, e gli fu lanciata nella carrozza la Protesta del Settembrini, clamorosa manifestazione del malessere che andava ingigantendo, mentre in Italia si allargava il fronte delle riforme. In Toscana a maggio era stata concessa la libertà di stampa, a giugno erano stati limitati i poteri della polizia; a Roma era stato istituito il consiglio dei ministri, importante passo verso la laicizzazione, ed era stata concessa la Guardia Civica. Queste notizie filtravano a Napoli, e alimentavano il malcontento.
Abbiamo documentato altrove come l'anomalia della situazione napoletana, col re lontano per mesi dalla capitale e il governo paralizzato, preoccupasse i diplomatici e inducesse il Pietracatella a richiamare l'attenzione del sovrano sull'urgenza di misure significative. Ferdinando, come sappiamo dalle Istruzioni del '31, desiderava non ricevere rapporti dai ministri durante i viaggi In questi frangenti difficili mostrò di non condividere l'allarme del presidente del Consiglio, rispondendo evasivamente alle sue lettere e rinviando ogni decisione al suo ritomo nella capitale. Purtroppo questa serenità fu cancellata dall'opuscolo settembriniano, e il rientro avvenne in tutt'altro spirito.59) Per restare nel nostro assunto, sottolineiamo che nei maldestri tentativi di riprendere l'iniziativa tra l'agosto e il dicembre '47 fu sempre in primo piano il Corsi, che fece da tramite con l'ambasciatore austriaco, e che ebbe un ruolo importante monsignor Celestino Code,
59> Un ampio esame dell'attività del re in quest'anno, delle proposte del Pietracatella, dell'azione e delle osservazioni dd diplomatici in A. SCIROCCO, ìl 1847 a Napoli: Ferdinando JJ e il movimento italiano per le riforme, in Archivio Storico per le Province Napoletane* voi. CXV (1997), pp. 431-465.