Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno <1999>   pagina <509>
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Ferdinando 11 re delie Due Sicilie: la gestione del potere 509
confessore del re. Pur non potendosi parlare, a nostro avviso, di un partito di Corte o di una vera camarilla, sull'animo di Ferdinando, e quindi sulle sue decisioni politiche, ebbero influenza personaggi che facevano parte a vario titolo della Corte, avevano familiarità con lui, e lo incontravano quoti­dianamente, i quali furono, o almeno apparvero, i suoi ispiratori segreti.60) Nelle vicende del 1847 a questi consiglieri fu addebitato il rifiuto a seguire il movimento per le riforme, che lo allontanò degli altri sovrani italiani.
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Ci porterebbe lontano dal nostro tema riesaminare come, fallita nella seconda metà del '47 la strategia delle piccole concessioni, Ferdinando II si trovasse costretto al gran passo di essere in Italia il primo re costituzionale, e come attraverso dolorose vicissitudini fallisse a Napoli resperimento di un regime liberale.61) Non possiamo però non ricordare che dovette far forza al suo temperamento nei rapporti con ministri non di sua fiducia, quando fu necessità trattare effettivamente gli affari in Consiglio, ascoltare opinioni discordanti dalla sua e accettare decisioni non dettate da lui.62) Nel gennaio, nel primo ministero Serracapriola, aveva dovuto affidare l'importante mini­stero dell'Interno ad un uomo che era stato a lungo in esilio per ragioni politiche, Francesco Paolo Bozzelli, col quale, però stabilì una solida intesa per le sue inclinazioni moderate;63) nel marzo, nel secondo ministero Serra-capriola, aveva chiamato alla Pubblica Istruzione Carlo Poerio, il capo riconosciuto dei liberali meridionali alla vigilia del '48, più volte arrestato; nell'aprile nel ministero prevalsero uomini provenienti non dalla burocrazia, ma dal mondo della cultura e delle professioni, con lo storico Carlo Troya alla presidenza, il marchese Luigi Dragonetti, deputato nel '20, agli Esteri, l'avvocato Giovanni D'Avossa all'Interno, poi sostituito da Raffaele Con­forti, anche lui avvocato, da poco inserito negli alti gradi della magistratura,
<W Ai tempi di Francesco 1 avevano avuto grande influenza sull'animo del sovrano i coniugi Michelangelo Viglia e Caterina De Simone, rispettivamente valletto del re e camerie­ra della regina, che profittavano della loro posizione per vendere favori; ANDREA GENOINO, Le Sicilie al tempo di Francesco I (1777-1830), Napoli, Alfredo Guida, 1934, ad no me ti. Ferdinando II li allontanò dalla Cotte appena salito al trono.
6,> A. SCIROCCO, Dalla seconda restauratone cit, dal cap. VII al cap. XI.
9 R. DE CESARE, op. cit., p. 234.
a) Si veda sul Bozzelli la voce di GUIDO D'AGOSTINO in Dissonarlo Biografico degli Italiani, voi. 13, Roma, 1971.