Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno
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1999
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pagina
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510
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510 Alfonso Scirocco
l'economista Antonio Scialoja ad Agricoltura e Commercio, gli avvocati Giovarmi Vignali alla Giustizia, Paolo Emilio Imbriani alla Pubblica Istruzione e Francesco Paolo Ruggiero agli Affari Ecclesiastici.
Dopo la crisi del 15 maggio il re riprese gradualmente l'antico andamento. Nel maggio nel ministero Cariati fu richiamato all'Interno il Bozzelli e Ruggiero ebbe le Finanze, ma alla Giustizia andò il magistrato Nicola Gigli; poi nel settembre Bozzelli fu confinato alla Pubblica Istruzione e agli Interni andò un altro magistrato, Raffaele Longobardi. Intanto Ferdinando non nascondeva l'avversione al regime liberale: non onorò con la sua presenza l'inaugurazione del Parlamento, e, quando cominciarono le sedute, sottraendole a questo avocò a sé le principali questioni del momento (guerra nazionale, rivoluzione in Calabria, rivoluzione siciliana). Ciò acuì il contrasto con la rappresentanza del paese, troncato il 12 marzo del '49 con lo scioglimento della Camera, non seguito da nuove eiezioni, che significò la fine del regime costituzionale.64)
Tornato all'assolutismo, anche dopo le amare delusioni del '48 il Borbone non mutò i criteri ai quali aveva informato la gestione del potere. Nell'agosto '49 si liberò di un ministero che aveva una impronta moderato-costituzionale, Uscirono definitivamente di scena un Bozzelli e un Ruggiero. Presidente del Consiglio fu Giustino Fortunato senior, proveniente dalla burocrazia, divennero ministri Ferdinando Troya (fratello di Carlo, ma di diverse convinzioni), magistrato, Pietro D'Urso, presidente della Corte dei Conti. Anche in seguito a dirigere i dicasteri furono chiamati uomini provenienti dalla amministrazione statale. La carica meno autorevole di direttori, non ministri, ebbero vari titolari di importanti ministeri, come Ludovico Bianchini, alto funzionario oltre che noto economista, all'Interno.65)
Scadde ulteriormente il Consiglio di Stato, ricostituito secondo la legge del 1817 ed il regolamento del 1822. Esso fu formato solo dai titolari dei dicasteri, ministri e direttori con referenda e firma, senza la presenza di ministri senza portafogli e di personalità autorevoli per i servizi resi al paese* che ne avrebbero dovuto assicurare la funzione di assistenza al potere monarchico e di controllo dell'esecutivo.
Ferdinando aumentò Paccentramento nella sua persona anche sdoppiando le cariche che avevano dato importanza al titolare della Segreteria. Il successore del Caprioli, Leopoldo Corsi, nato nel 1788, aveva seguito i
) A- SCIROCCO, // Parlamento e la lotta politica a Napoli dopo il 15 maggio 1848, in Clio, a. XXIX (1993), n. 3, p 445-460.
PASQUALE VILLANI, Ludovico Bianchini, in Dizionario Biografico degli Italiani voi. X, Roma, 1978.