Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica
anno <1999>   pagina <515>
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Ferdinanda lì re delle Due Sidlie: la gestione del potere 515
modello napoleonico; quindi l'esempio della concessione di un tale istituto in Piemonte aveva dato luogo a Napoli alla proposta dell'ampliamento dei compiti della Consulta e dei Consigli provinciali, prontamente respinta, per il timore che la venuta dei rappresentanti delle province nella capitale potesse favorire una unione, una combinazione di domande ardite, di concessioni, di cambiamenti nel governo, nelle leggi, nell'amministrazione j77) abbiamo documentato le replicate istanze del Pietracatella per provvedi­menti che lenissero il malcontento nel Mezzogiorno e in Sicilia; infine resperimento costituzionale del '48 si era concluso nel Mezzogiorno col ripristino delle istituzioni precedenti ed in Sicilia con una insufficiente accentuazione della separazione amministrativa.
Tutte le sollecitazioni alla evoluzione dello Stato amministrativo verso una forma, anche attenuata, di Stato consultivo erano state ostinatamente respinte da Ferdinando II. Il suo errore principale, come avrebbe osservato Ruggero Moscati, era stato di non comprendere che è impossibile un progresso, un miglioramento economico senza che da esso si generino problemi etico-politici.78) La borghesia, che i progressi economici degli anni Trenta e Quaranta avevano contribuito a potenziare, si era sviluppata fuori, e quindi in definitiva contro i rigidi quadri del paternalismo borbo­nico.7 Anzi l'accentramento di tutte le leve deU'amministrazione nelle mani del re, perseguito fin dai primi mesi del suo regno con la creazione della Segreteria, con l'esautorazione del Consiglio di Stato e dei ministri, con la ricerca di un incontro diretto con le popolazioni che scavalcava le istituzioni e contribuiva a renderle inoperanti, aveva avuto conseguenze deleterie nel rapporto tra governo e governati. Esso aveva impedito che, cessati gli effetti della repressione seguita al 1821, si formasse intomo alla monarchia quell'ossatura dello Stato moderno rappresentata da una buro­crazia capace e responsabile, aveva deluso ancora una volta le aspettative di partecipazione alla vita dello Stato delle classi dirigenti napoletana e siciliana allontanandole dalla dinastia, e aveva contribuito a quell'isolamento dalla parte viva del paese che i Borboni avrebbero dolorosamente sperimentato nel 1860.
ALFONSO SCIROCCO
"") A. SCIROCCO, / sovrani e le riforme cit, pp. 103-104.
78) R. MOSCATI, Un duro antagonista delle rivolutone del '48: Ferdinando 11, in Archivio Storico per le Province Napoletane, n. s. XXXT (1847-48), p. 16.
Ibidem.