Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <521>
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecche (1780-1850) 521
1782 presentò istanza per essere ammesso all'onore della chiave d'oro, ovvero, per ottenere la nomina a ciambellano imperiale: le prove di nobiltà addotte e i servigi svolti come intendente resero agevole l'accoglimento della richiesta, appoggiata dallo stesso Kaunitz.4)
A Milano sarebbero cresciuti Sigismondo e la sorella Fulvia, nata nel 1776. La famiglia andò ad abitare in una grande casa in Corsia del Giardino n. 1162. Gli interessi legati alle proprietà terriere, in particolare al feudo di Maleo, vennero seguiti in quegli anni essenzialmente da un cugino del barone Giacomo, Manfredo IV Gaspare, appartenente al ramo primogenito della famiglia. Per contro, Giacomo, ormai inserito nel patriziato milanese, curava alcuni affari e commissioni del cugino a Milano.
Con l'arrivo dei francesi nel 1796 il barone Giacomo, similmente ad altri possidenti, entrò nel novero di coloro che avrebbero dovuto sostenere il peso economico delle contribuzioni di guerra e le entrate del fisco cisal­pino. I difficili rapporti che vennero subito ad instaurarsi tra l'alto funziona­rio al servizio dell'Austria e il nuovo regime sono documentati da una nutrita serie di richieste di rimborso per le varie requisizioni ed i prestiti forzosi che colpirono le sostanze del barone. Significativo di quanto per lui il clima fosse a quel punto mutato è il tono di una nota che la Congrega­zione municipale di Milano inviò al Congresso di Stato respingendo il reclamo di Trecchi per un prestito forzoso di 10.000 lire: il prelievo era giustificato in quanto, si legge, il cittadino Trecchi andava considerato come facoltoso, come Ciambellano, come Possessore, e domiciliato in questa Città, e come Funzionario del passato Governo, dal quale ebbe un lauto assegnamento pel decorso di molti anni , oltre ad una percentuale del 10 per cento sullo stabile introito delle Finanze con notabile danno della classe già indigente del Popolo . Il prestito, si aggiungeva poi, sarebbe stato anche più elevato se la Repubblica Francese non lo avesse creduto degno di conservarlo nelle sue Funzioni.
4ì ASMI, Araldica, p. a., bb. 30 e 125. Giacomo Trecchi presentò istanza per la nomi­na a ciambellano il 24 febbraio 1782, esibendo le prove della nobiltà delle quattro famiglie da cui discendeva. Il 18 luglio il Tribunale Araldico espresse parere positivo sulla richiesta, che forniva i requisiti previsti dal Cesareo Reale dispaccio del 7 gennaio 1768, e anche perche il richiedente (...] e provvisto di un convenevole patrimonio, che lo abilita a poter sostenere col dovuto decoro l'implorata onorificenza. Nel marzo 1781 Giacomo Trecchi presentò istanza affinché la moglie fosse ammessa agli onori di corte (ASMi, Araldica* p. a., b. 125 e Archivio Storico Civico di Milano (in seguito, ASC Mi), Famiglie, b. 1501, fase Trecchi ).