Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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522 Arianna Arisi Rota
Per Trecchi ed i suoi pari non ci potevano dunque essere sconti di sorta e la chiusa del documento suona ancora più aspra al riguardo: [...] se si desse retta a tali Ricorsi verrebbe incagliata la marcia degli affari, con danno della pubblica causa, e converrebbe liquidare li patrimonj dei Facoltosi, che riclamassero, prima di obbligarli all'effettivo sborso del prestito loro ingiunto.5)
Nel corso del 1797 requisizioni, prelievi e contribuzioni si susseguirono con ritmo incalzante, così come le relative istanze di rimborso puntualmente presentate dal barone. Nel 1798, offertogli dal governo cisalpino il posto di ministro delle Finanze, Giacomo Trecchi rifiutò.6) Cosi, fu con grande sollievo che egli dovette assistere, nella primavera del 1799, al ritorno degli austriaci a Milano. Quella restaurazione, nonostante la sua brevità,7) gli giovò personalmente: il 30 aprile il commissario imperiale Luigi Cocastelli lo nominò infatti intendente generale delle Finanze, incarico che Trecchi avrebbe ricoperto fino al 1 giugno del 1800,8) testimoniando ancora una volta la propria fedeltà all'Austria e la pari avversione per i giacobini che avevano osato spadroneggiare nel Triennio.
Non è possibile documentare i rapporti tra un padre così fortemente orientato in senso legittimista e filoasburgico ed il figlio. Tuttavia, è probabile, soprattutto alla luce delle successive inclinazioni del giovane, che lo
ASCMi, Famiglie, b. 1501, fase Trecchi, nota della Congregazione municipale, 17 pratile anno IV (5 giugno 1796). Trecchi Giacomo (Patrizio Cremonese), N(obilc) compare nell'elenco dei contribuenti oloncsi stilato in applicazione della legge del 22 ventoso armo VI, con una tassa pari a lire 1.360 annue, corrispondente al III scaglione di reddito previsto dalla legge stessa (ctr, FRANCO ARESE, Patrìzi, nobili e ticchi borghesi del Dipartimento d'Olona secondo il fisco della l Repubblica Cisalpina, fflffl*f799, in Archìvio Storico Lombardo, 1975, p. 129). Un estimo dei beni posseduti nei dipartimenti d'Olona, d'Alto Po e del Serio, datato 19 febbraio 1799, e in ASC-Mi Famiglie, b. 1501, fase. Trecchi.
Q PIETRO CUSTODI, Un Diario inedito (25 ago. '99-30 giù. 1800), a cura di CARLO ANTONIO Vi ANELLO, Milano, Giuffré, 1940, p. 273: alla data del 26 mar/o 1800 Custodi annotava che la nomina di Trecchi era stata motivate dal suo costante attaccamento e fedeltà all'Imperatore, mentre al tempo di Trouvé era pure stato riconosciuto degno di essere nominato ministro delle Finanze della Repubblica Cisalpina, quantunque abbia avuto il pudore di non accettare.
*) Sui tredici mesi dell'occupazione austro-russa e l'attività amministrativa a Milano vd, ora EMANUELE PAGANO, Alle origini della "Lombardia contemporanea, Milano, F. Angeli, 1998.
Secondo un elenco fornito dallo stesso Giacomo Trecchi nel maggio 1799, al suo servizio risultavano 9 domestici (ASCMi, Famiglie, b. 1501, fase Trecchi, elenco del 14 maggio 1799). Procuratore e amministratore del barone era Giobatta Radaci!i, che avrebbe servito in quella qualità anche Sigismondo.