Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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523
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Contributo por una biografia di Sigismondo Treccbi (1780-1850) 523
stacco generazionale si fosse ormai compiuto, e con esso un nuovo modo di interpretare i rapporti tra patriziato e cosa pubblica .
In mancanza di dati sugli studi del giovane Trecchi,9) un'indicazione sulle sue ambizioni giovanili ci è fornita dalle sue stesse parole in una lettera che, ventiduenne, egli indirizzò al vicepresidente della Repubblica italiana, Francesco Melzi d'Eril, per ottenere un impiego nella diplomazia.
Il bisogno d'impiegare il mio tempo, scriveva, e il desiderio di farlo utilmente al bene pubblico mi move a chiedere un Impiego compatibile eolla mia capacità, e particolarmente nella Diplomazia, mentre il doversi allontanare dalla Patria riterrà molti dal competermelo, e mi sarà più facile l'ottenerlo. Essendomi sempre proposto d'intraprendere questa carriera, io mi sono dato allo studio delle lingue Tedesca e Francese M A tergo della lettera Melzi avrebbe annotato: Da raccomandare a Marescalchi, il ministro delle Relazioni Estere della Repubblica, residente a Parigi.
Da queste poche ma significative righe emerge il ritratto di un giovane facoltoso che si poneva, almeno sulla carta, il problema di servire il bene pubblico facendo leva sui vantaggi che il suo ceto gli metteva a disposizione, ma anche su una predisposizione personale per il contatto con i paesi stranieri. L'esplicita disponibilità a viaggiare e a risiedere all'estero, insieme alla passione per lo studio e l'uso delle lingue straniere,11) sono infatti tratti precoci della personalità di Trecchi, destinati a caratterizzarne tutta l'esistenza.
Quella disponibilità e quella capacità, nella fase di formazione del sistema diplomatico della Repubblica italiana, di cui evidentemente il giovane Trecchi aveva avuto notizia, costituivano requisiti preferenziali, cui si aggiungeva la non secondaria dotazione di cospicue ricchezze personali.
*) II nome di Trecchi non compare negli elenchi di due delle istituzioni educative più frequentate dalla nobiltà del tempo, il Collegio dei Nobili di Parma e il liceo S. Alessandro dei padri Barnabiti a Milano. Viceversa, è documentata l'istruzione dei cugini* i figli di Manfredo [V, Manfredo e Antonio Ignazio, i quali studiarono nel Collegio Cicognini di Prato.
I(9 ASMi, Archivio Marescalchi, b. 18, 26 giugno 180Z
") Un simile interesse giovanile per lo studio e per la pratica delle lingue straniere moderne e rinvenibile ih Gino. Capponi, che sarebbe divenuto amico dello stesso Trecchi. Sul percorso esterofilo e anglofilo del giovane Capponi* per certi versi analogo a quello di Trecchi, vd. J.MNA IìLDA KUNAHO, / viaggi del giovane Capponi; itinerari verso il mondo moderno, in Gino Capponi Storia e progresso nell'Italia dell'Ottocento, Firenze, I-co S. Olschki, 1994, pp. 75-110.