Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <524>
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Arianna Arisi Rota
Trecchi possedeva insomma i requisiti delineati da Melzi per il reclutamento in quella specifica carriera: assenza di compromissione nel periodo giaco­bino e qui giocavano a favore di Trecchi anche ragioni anagrafiche ma, soprattutto, appartenenza ad una famiglia dal patrimonio solido, tale da compensare i mediocri emolumenti che il Governo avrebbe potuto asse­gnare ai suoi agenti diplomatici.
In realtà, piuttosto che nel servizio esterno, Trecchi venne reclutato nel servizio interno del ministero, ma il suo desiderio di risiedere all'estero fu comunque appagato dal momento che venne inserito nel ruolo degli impiegati della divisione del ministero a Parigi, alle dirette dipendenze del ministro Marescalchi. Negli uffici parigini Trecchi svolse dal 1802 al 1806 la funzione di addetto ai passaporti e alle cortes de sùreté. In quella posizione il suo nome figura nei prospetti degli impiegati sino al 1808: tuttavia, nel dicembre del 1806 egli fece rientro a Milano in seguito alla morte del padre. Toccava a quel punto a lui curare gli affari di famiglia.
L'apprezzamento che si era guadagnato nel corso del suo servizio a Parigi è testimoniato dalla lettera con cui Marescalchi provvide tempestiva­mente a segnalarlo al capo della divisione milanese del ministero, Carlo Testi, raccomandandoglielo come ottimo giovine e dotato di talenti non communi e pregandolo di presentarlo al viceré Eugenio.12)
Negli anni che seguirono Trecchi dovette occuparsi delle proprietà di famiglia,13) provvedendo anche ad alcune vendite; insieme allo zio Manfredo IV fu autore di varie istanze dirette al governo del Regno al fine di ottenere l'esonero dal grave carico degli alloggiamenti militari: soprattutto nel perio­do tra 1813 e 1814, infatti, le proprietà dei Trecchi collocate nella nevralgica e tormentata zona tra Lodi e Cremona avrebbero subito il peso delle requi­sizioni per rifornire le truppe dell'esercito italico-francese, prima, quelle austriache, 14) poi
È tuttavia solo nelle concitate giornate dell'aprile 1814 che il nome di Sigismondo Trecchi viene alla ribalta, testimoniando a quali ambienti egli
'3 ASMi, Archivio Testi, b. 339, Marescalchi a Testi, Parigi, 15 dicembre 1806. Non risulta tuttavìa che Trecchi venisse reimpiegato all'interno dell'amministrazione del Regno.
f3) Secondo un decreto del 1805 Giacomo Trecchi, nominato consigliere comunale, era stato compreso tra i cento maggiori estimati di Milano.
ty, ASCr, Archivio Trecchi* b. 112. Si fa qui riferimento, tra l'altro, a requisizioni di frumento, avena, granoturco, buoi, botti, coperte di lana per ospedali, lenzuola, camicie,
pagliericci.