Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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pagina
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525
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 525
fosse ormai intimamente legato e di quali aspettative la sua persona fosse a quel punto depositaria. Infatti il 21 aprile, all'indomani della tragica giornata che aveva visto i disordini cittadini culminare con l'eccidio del ministro Prina, il Consiglio comunale di Milano deliberò di istituire una Reggenza di Governo e di inviare propri ambasciatori ai comandanti delle forze militari alleate, affinché affrettassero tutte quelle misure politiche e militari che possano assicurare anche a noi quella tranquillità che le Alte Potenze vanno a preparare a tutta l'Europa.15) Due degli inviati prescelti provenivano dai ranghi dell'aristocrazia milanese: il conte Luigi Porro, destinato al quartier generale di Murat; il conte Giovani Serbelloni, inviato da Bellegarde. Ad essi si aggiunse appunto il barone Trecchi, incaricato di raggiungere il quartier generale di Lord Bentinck a Genova. Sulla missione di Trecchi e sul contenuto del messaggio di cui era latore esiste uno studio specifico, opera di un erede che in anni ormai molto lontani ha ricostruito le fasi principali di una iniziativa peraltro sino ad allora trascurata dalla storiografia.1
Ciò che qui interessa sono piuttosto i motivi che portarono alla sua scelta per quel delicato incarico: nella primavera del 1814 il trentaquattrenne Trecchi, possidente, era pienamente inserito all'interno dell'aristocrazia milanese, nel cui circolo era noto per le sue relazioni con la società londinese, in particolare con gli ambienti wbig, e per la sua dimestichezza con la cultura e la lingua inglese che, come ha scritto Gallavaresi, non doveva, probabilmente, essere allora molto parlata in Milano.17) Noto per la sua eleganza e la sua anglomania, come annotò senza troppa ammirazione una testimone del tempo, la principessa Belgioioso,18> Trecchi poteva aver fornito di sé un'immagine un po' fatua di dandy milanese, attento alle mode e alle forme d'oltre Manica: restava tuttavia il fatto che, oltre questa facciata,19) vi era una rara e pertanto utile consuetudine con la lingua e con i
,SJ Ctt in DARIO BIANDRÀ TRECCHI, Milano e gli inglesi nel 1814. ha missione del Barone Trecchi, in Rassegna storica del Risorgimento, 1937, fase IV, p. 528.
,6) Ivi, pp. 521-554. Vd. anche per qualche cenno sull'argomento G. GALLAVARESI, ha rivoluzione lombarda e la politica inglese, in Archivio Storico "Lombardo, voi. XI (1909), pp. 97-166, e FRANCESCO LEMMI, ha restauratone austriaca a Milano nel 1814, con appendice di documenti, Bologna, Zanichelli, 1902, pp. 400 e 406, nonché REUBEN JOHN RATH, The Fall o/the Napoleonic Kingdom of Italy, New York, Columbia University Press, 1941, pp. 159-160.
7) G. GALLAVARESI, op. dt.t p. 107.
1B) (CRISTINA DI BELGI OIQSO), Studii intorno alla Storia della hombardia negli ultimi trentanni e delle cagioni del difetto di energia dei Lombardi, Parigi, 1847, pp. 38-39.
I9> Questa facciata di uomo attento più alle forme che alla sostanza avrebbe condizionato in suo favore il giudizio dei suoi inquirenti, Antonio Salvotti per primo, nel corso dei