Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1999
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Arianna Arisi Rota
resse per esperimenti legati allo sfruttamento della terra che Trecchi avrebbe mantenuto nel corso della sua vita, indice di una modernità condivisa da altri esponenti della sua classe e che lo avrebbe portato in non più giovane età a cimentarsi a proprie spese in iniziative nel settore agricolo.
Come non di rado accadeva nella sua corrispondenza, Trecchi era capace di mescolare osservazioni sull'attualità e sul costume con riferimenti politici molto chiari, tutti nel senso dell'insofferenza per l'oppressione politica e tali da rinforzare i sospetti su di lui di chi poi avrebbe avuto sott'occhio le lettere sequestrate a casa Confalonieri: basti per tutti questo passaggio tratto dalla lettera del 16 marzo, dove Trecchi criticava bonariamente i divertimenti dei suoi amici poiché i piaceri rammolliscono l'animo e di conseguenza s'indebolirà quel sentimento d'odio verso gli oppressori che doveva essere nutrito ed accarezzato nel cuore d'ogni buon Italiano w>fi
Un dato interessante per cogliere l'atteggiamento di Trecchi di fronte alle iniziative varate in quei mesi dagli amici a Milano ci è fornito da una lettera di Foscolo a Pellico, scritta da Londra nell'ottobre del 1818, nella quale il poeta affrontava il tema del Conciliatore. Proprio Trecchi, in virtù dei suoi frequenti viaggi, era stato incaricato di portare a Foscolo il manifesto del giornale con una lettera di Ludovico di Breme e di esortarlo a contribuire con suoi articoli: tuttavia, egli mostrò subito all'amico di condividerne lo scetticismo riguardo all'iniziativa (crollava anch'egli il capo meco, e pretendeva che l'evento tradirebbe le vostre buone intenzioni 37)). Conoscendo la stampa letteraria inglese, compilata da estensori che sono ad un tempo ministri di Stato, o capi della parte contraria al Governo, e tutti potenti, dotti, eloquenti, il Conciliatore, nel contesto politico in cui
due figli, era stata dama alla corte viccrcale di Amalia di Baviera. Risiedeva in contrada Bigli n. 1231 dove il venerdì, giorno in cui non v'era teatro, animava uno dei salotti più vivaci della città. Proprio ncgjì anni 1819-1820 figura insieme a Teresa Confalonieri e ad altre sette nobili milanesi tra le sottoscrittrici, con quattro azioni, delle Scuole gratuite di Mutuo insegnamento per fanciulle: l'iniziativa occupò l'attenzione delle autorità nelle inquisizioni successive agli arresti del 1821 (ASMi, Processi Politici b. 31). La stessa Fulvia Nova Trecchi venne sentita dalla polizia anche in merito ai movimenti del fratello, che, quando si trovava a Milano, risiedeva presso di lei. Vd. Dizionario biografico delle donne lombarde, 568-1968, a cura di RACHELE FARINA, Milano, Baldini Castoldi, 1995, ad vocem (pp. 1086-1087).
9 Ibidem.
37ì Cìt in CESARE CANTÒ, // Conciliatore e i carbonari, Milano, Tteves, 1878, pp. 285-286.