Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <533>
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Contributo per una biografia di Sigismondo Tracchi (1780-1850) 533
braio 1821, il direttore dì polizìa grintimò di partire da Genova e di non ripetere le sue corse in questi Regj Stati, stante le preventive notizie avute sul di lui conto dal Ministero di Polizia, che lo qualificava di principi li­berali.45)
La riama di individuo di principi liberali era del resto consolidata da anni, se si pensa al tenore della richiesta di sorvegliarne i movimenti in terra inglese inviata al conte di Esterhàzy nel marzo 1816. Tuttavia, sul finire del 1820, alla luce degli avvenimenti napoletani,46) l'attenzione delle autorità si era accentuata:47) lo dimostra il tenore dei rapporti da Firenze, città nella quale Trecchi e Pecchio giunsero il 27 dicembre 1820,48) unendosi a Con-falonieri, che vi era arrivato il giorno 16 proveniente da Bologna. I tre furono sorvegliati durante tutto il loro soggiorno, dal momento che il Governo nutriva forti sospetti che si macchinassero dei corninosi progetti e si avessero delittuose corrispondenze con l'estero .49) Soprattutto, sospetti erano i partecipanti alle sortite con Trecchi, persone di una pessima tendenza politica fra cui venivano elencati ìl marchese Carlo Pucci, l'avvocato Lorenzo Collini, il conte Bardi, Cosimo Martini, impiegato nelle Reali Possessioni del marchese Gino Capponi, il marchese Cosimo Ridolfì ed altri professionisti più o meno noti. Anche stavolta, tuttavia, l'attività di spionaggio non ebbe successo (Non riuscì di poter interinarsi al punto di
49 Ibidem.
A6i TI 26 dicembre da Firenze Gonfalonieri scriveva alla moglie: Pare che si manipoli qualche operazione, e non sarei meravigliato che l'esito di rutto ciò fosse una protesta contro il forzatamente fatto e giurato in Napoli (Carteggio cit. voi. II, p. 381). Confalonìcri si riferiva al giuramento del sovrano di Napoli dì difendere la costituzione al congresso di Troppau.
4*) In questo senso depone anche l'invio in Toscana da parte del governo austriaco di un certo Alessandro Bevilacqua, mantovano, con lo scopo, tra l'altro, di sorvegliare i tre milanesi.
48) Da una nota informativa del 19 dicembre 1821 risulta che Treccili e Pecchio, tra Genova e Firenze, fecero una tappa a Livorno. Vd. anche la lettera di De Gochausen a Strassoldo del 7 dicembre 1820, dove sì legge: Da confidenziale rapporto teste presentato­mi da Genova, sono assicurato, Eccellenza, che il Barone Sigismondo Trecchi ed il signor Don Giuseppe Pecchio abbiano chiesto ed ottenuto da quel Console austriaco la vidimazio­ne ai passaporti loro per trasferirsi a Ijvorno, dove dirigendosi il conte Federico Gonfalonie­ri tuttora in Milano, formeranno un triumvirato [corsivo mio) degno della speciale attenzione delia Polizia (cit in A. D'ANCONA, Federico Confalonim cit pp. 225-226).
>} ASMi, Processi Po/itici, b. 34, rapporto s.tl. da Firenze. La polizia era stata insospet­tita dal particolare movimento che si verificava nei giorni in cui arrivavano i corrieri dal­l'estero e dalle gite in campagna ove si facevano cene, e adunanze fino a notte avanzata.